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Morto il faccendiere Carboni, giorni fa la condanna (ricettazione) per scalata a Cantarelli e Arezzo calcio

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E' morto a Roma il faccendiere Flavio Carboni, uomo d’affari al centro di molti dei grandi misteri italiani. Carboni, che aveva compiuto 90 anni da pochi giorni, sarebbe stato colpito da un infarto nella notte. Dal crack del Banco Ambrosiano all’omicidio di Roberto Calvi, fatti per i quali è stato assolto in via definitiva, Nei giorni scorsi era stato condannato ad Arezzo per ricettazione insieme alla moglie nell'ambito del processo Geovision. Vicino all'altro faccendiere sardo, Valeriano Mureddu, pure lui condannato, Carboni era accusato per un flusso di denaro provento di evasione fiscale. Le risorse disponibili oltre ad essere utilizzate in modo diretto, secondo la procura di Arezzo costituivano la base per tentare operazioni d'affari come la scalata all'azienda della moda, Cantarelli, poi fallita, e per dare vita ad una cordata che rilevasse l'Arezzo calcio. Fatti di diversi anni fa. Erano cadute er Carboni e gli altri le accuse di riciclaggio e associazione a delinquere. 

Carboni negli anni è stato tirato in ballo in tutti i principali grandi gialli italiani, con alcuni dei quali però - come la Loggia P2 - aveva sempre negato di avere a che fare: «Non ho mai conosciuto Gelli, non ho mai fatto parte della P2». «Non ho mai fatto parte della massoneria in generale. Che poi abbia conosciuto tanti personaggi di primissimo piano - come tutti a quell’epoca del resto - che potessero avere simpatie o aderire a logge è un’altra storia», le sue parole in una recente intervista all’Adnkronos.

Nel tempo le visite di Flavio Carboni ad Arezzo per i suoi affari e frequentazioni sono state numerose. Si ricorda poi, in relazione alla vicenda Banca Etruria, la visita che fecero al suo ufficio a Roma l'ultimo presidente di Bpel, Lorenzo Rosi, e il vice Pier Luigi Boschi, avente per oggetto dei consigli su chi nominare come direttore generale al posto di Luca Bronchi che doveva essere sostituito.