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Arezzo, storia di Luca morto a 56 anni. La moglie: "Lavoratore onesto, vittima della società e di quella crisi aziendale"

Luca Serafini
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“Vorrei ricordare mio marito. E’ morto esattamente un anno fa. Aveva solo 56 anni, una vittima di questa società. Vorrei dire di lui quello che era e quello che era diventato”. Si presenta così la signora Lina. E allora ti fermi ad ascoltare la sua storia. La sua e di Luca, che dal 25 gennaio 2021 non c’è più. “E’ morto per un infarto ma a chi mi chiede spiegazioni rispondo che Luca è morto nel 2012”. Era un ottimo assicuratore, bravo marito e padre di due figlie. Tutto lavoro e casa. Figlio di uno storico trasportatore di materiali e mobili della ditta Del Tongo, Luca Giornalieri aveva deciso di proseguire l’attività del padre. “Il suo babbo fin dal 1973 aveva svolto quel lavoro per l’azienda di mobili da cucina e Luca nel 2010 pensò che quell’attività non dovesse cessare così la rilevò, con i mezzi e i dipendenti. Sembrava la scelta giusta, poi fu la catastrofe.” Il declino Del Tongo nessuno se lo aspetta ma arriva inesorabile: il crollo della Libia di Gheddafi divora commesse e investimenti, la crisi del mercato, il settore mobili trasformato rispetto a quello del boom economico, tutta una serie di fattori portano Del Tongo ad annaspare.Pagamenti difficili da onorare, il tentativo di sistemare il debito con il concordato, il fallimento. “Da quando la situazione è precipitata Luca non è stato più lui, ha fatto di tutto per tenere in piedi l’attività che ha subìto l’inevitabile contraccolpo, fino ad accumulare un credito di 700 mila euro”, prosegue Lina. “Luca ha voluto saldare tutti i dipendenti anteponendo le loro posizioni ai suoi problemi di giorno in giorno più complicati”. Onestà, responsabilità, rettitudine. “Ha tirato fuori di tasca quello che occorreva visto che le entrate non c’erano più. Dal 2012 il tarlo della depressione è entrato in lui e la persona dinamica che conoscevamo pian piano si è involuta”, racconta Lina. Un’ombra, un’anima in pena. “Non è riuscito a reagire alle avversità, ha perso il filo della sua vita ritirandosi da tutto e da tutti anche se aveva qualità enormi: era un bravissimo assicuratore, l’attività che ora porto avanti io.” Quel giorno, dopo l’ulteriore scossone dato dalla pandemia e dal lockdown ai più fragili, Luca era uscito per fumarsi una sigaretta dietro casa. Lo trovarono morto, stroncato da un malore. “Luca se ne è andato così in silenzio. Non me la sono sentita di portare avanti battaglie legali lunghe e dispendiose per rivendicare ciò che gli spettava, non ne ho la forza. Ma mi pareva giusto, doveroso, onorare con il ricordo un uomo buono e onesto.”