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Arezzo, piscina no green pass ancora chiusa: 170 atleti a Foiano, istruttori a casa

Francesca Muzzi
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Non c’è ancora nessuna soluzione per quanto riguarda la piscina no green pass. La società Chimera Nuoto, che gestisce la maggior parte degli spazi acqua, ancora non ha ricevuto dal Comune la conferma che può subentrare al Centro Sport Chimera che invece ha la gestione e che avrebbe dovuto chiedere il green pass fin dall’inizio. Anzi, la situazione sta andando per le lunghe e a conferma c’è il post che appare sulla pagina del Palazzetto del nuoto e che dice: “Si informano i soci e/o i tesserati della A.S.D. Chimera Nuoto che tutte le attività della società sono sospese per l'intera settimana. La scadenza delle lezioni e degli abbonamenti verrà ricalcolata. Tutte le informazioni successive a questo comunicato saranno pubblicate sulla pagine facebook del palazzetto del nuoto, per gentile concessione della società di gestione”. Ma quante persone sono costrette a rimanere fuori? Cominciamo dagli istruttori che la piscina ne conta una ventina. Tutti sono a casa in attesa di capire che cosa succederà e soprattutto quando potranno tornare al lavoro. Si tratta di collaborazioni sportive per la maggior parte di loro, ma comunque è sempre un lavoro. Per quanto riguarda invece la parte degli atleti, sono circa 170 i ragazzi che fanno parte del gruppo agonisti e che già dalla scorsa settimana hanno preso la borsa e si allenano a Foiano dove la piscina, sempre gestita dal Centro Sport Chimera, è ancora aperta. Per quanto riguarda chi aveva l’abbonamento o chi si era iscritto ai corsi praticamente da dopo Natale, la società, come ha scritto, si fa carico di ricalcolare la data di scadenza dei corsi. Tutto ciò in attesa di capire se è sostenibile la proposta della Chimera Nuoto di controllare il green pass alle persone che entrano in piscina. E’ passata una settimana da quando il sindaco Alessandro Ghinelli, dopo avere ricevuto la relazione della Asl in seguito alla pericolosità di contagio per non chiedere il green pass, ha fatto l’ordinanza di chiusura della struttura. Un giorno non è stata rispettata dalla gestione del palazzetto, poi da giovedì la piscina è stata chiusa e i gestori, la famiglia Magara, denunciati alla procura. Tutto è nato nel settembre scorso quando, appunto la famiglia Magara, ha deciso di non chiedere il green pass agli sportivi. Da allora per sei volte le forze dell’ordine hanno elevato le multe. E la famiglia Magara che rappresenta il Centro Sportivo Chimera ha continuato a tenere aperto appoggiandosi alla Costituzione e al fatto che “dentro il palazzetto non discriminiamo nessuno”. Ma alla fine l’impianto è stato chiuso con il disagio per le famiglie che adesso sono costrette a portare i figli a Foiano, gli istruttori a restare a casa e gli sportivi a domandarsi quando riaprirà il palazzetto.