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Arezzo, problema tecnico nel processo Coingas: gli audio delle intercettazioni non si sentono

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Luca Serafini
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C’è un problema di qualità audio che complica la partenza del processo Coingas, Estra, Multiservizi, il caso giudiziatio che scuote la politica aretina. Sì, il perito incaricato dal tribunale per trascrivere le intercettazioni ha incontrato forti problemi su sei delle sette telefonate captate dalla Digos a Franco Scortecci, presidente di Coingas, con i suoi interlocutori. Conversazioni importanti nel filone originario, quello sulle consulenze ai professionisti ritenute dalla procura uno sperpero di mezzo milione di denaro pubblico, con accuse sparse per i diretti interessati e chi avrebbe favorito o non impedito quei compensi troppo generosi e inutili. Ebbene, dinanzi alle difficoltà tecniche della dottoressa Lucia Corrini, incaricata di trascrivere quel materiale, è stata fissata un’udienza urgente per martedì primo febbraio alle 14.30 nell’aula Miraglia della Vela. In quel contesto, nel rispetto del contraddittorio delle parti, saranno prese le decisioni opportune. Pare che possano essere messe a disposizione dell’esperta altre registrazioni audio più nitide e comprensibili. Il contrattempo tuttavia rischia di rallentare la fase iniziale del processo per il quale la data del 22 febbraio è quella indicata per la vera partenza con l’audizione dei primi testimoni portati in aula dal procuratore Roberto Rossi. Le questioni da sviscerare sono distribuite su tre versanti, quello appunto delle consulenze all’avvocato Olivetti Rason e al commercialista Cocci, affidate durante la gestione di Coingas dell’amministratore Sergio Staderini (giudicato con rito abbreviato), quello della nomina di Francesco Macrì da consigliere comunale di Fratelli d’Italia a membro e quindi presidente del Cda di Estra, quello del presunto traffico di influenze tra il consigliere Bardelli e Luca Amendola nella nomina di quest’ultimo a presidente di Arezzo Multiservizi, società dei cimiteri. Sono undici gli imputati chiamati a rispondere a vario titolo di reati che vanno dal peculato all’abuso d’ufficio al favoreggiamento fino, appunto, al traffico illecito di influenze. La rilevanza del processo risiede nella presenza tra gli imputati del sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli e di Francesco Macrì, che nei mesi scorsi Anac ha destituito dal ruolo di presidente di Estra, facendo leva sulla questione ineleggibilità che dovrà essere sviscerata in sede amministrativa dal Tar per effetto del ricorso presentato contro la delibera. Il dibattimento sarà denso e complesso con la sentenza prevista entro l’anno, se prima o dopo l’estate è da vedere.