Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, morto sul lavoro: l'autopsia, i dubbi sulla ringhiera, la caduta. Il titolare e amico indagato come atto dovuto

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Tanti dubbi e nessuna certezza sulla morte dell’operaio inghiottito dal macchinario che stritola i materiali dell’edilizia, quel frantoio lì alla Nave di Bibbiena che Francesco Brenda conosceva come le sue tasche per averci lavorato metà dei 52 anni non compiuti. Il suo titolare, Antonio Mariotti, 55 anni, da ieri è indagato. Il pm Marco Dioni lo ha iscritto nel fascicolo aperto per “omicidio colposo” come mero atto formale. Inevitabile, prima di svolgere un accertamento tecnico irripetibile come l’autopsia in programma oggi. 

L’accertamento del medico legale professor Mario Gabbrielli sarà eseguito nel primo pomeriggio a Siena e dovrà dire se l’uomo ha avuto un malore che lo ha fatto precipitare dalla postazione. E’ un primo interrogativo importante da sciogliere. Mentre l’altro riguarda il parapetto che protegge la postazione di controllo dove di solito Francesco operava. L’altezza era adeguata?

Si parla di meno di un metro, forse ottanta centimetri. Regolare? Pure qui approfondimenti in corso. E le superfici del luogo di lavoro erano forse scivolose per la brina del mattino? Domande. Non è neppure certo se il punto dal quale l’uomo è caduto sia stato proprio quello, per poi impattare nel metallo della tramoggia in movimento. Nessuno dei colleghi lo ha visto quando è caduto da un dislivello di un paio di metri. E’ precipitato di testa, quasi a pesce. Le mani parallele al corpo, pare.

Si studia ogni particolare, si cerca di ricostruire una dinamica, una traiettoria. Un lavoro non facile. Volto a fare luce sulla tragedia che ha sconvolto tutti, la morte di un padre di due figli giovanissimi, un bibbienese riservato e sereno, lontanissimo dall’esposizione dei social, sempre vicino agli anziani genitori con i quali viveva a due passi dal santuario di Santa Maria del Sasso.
Antonio Mariotti, unico iscritto nel registro degli indagati, legale rappresentante dell’azienda, non era solo il datore di lavoro di Brenda, ne era anche amico. Un rapporto antico fatto di stima, rispetto, fiducia.

E lo stesso titolare mille volte era stato in quella postazione a seguire il percorso dei laterizi, delle pietre, del cemento che la tramoggia riduce, spezza, macina, per produrre calcestruzzo o altri inerti. 
Una ditta nata negli anni Sessanta, piccola e solida, a misura d’uomo. Dove i ruoli da svolgere sono diversi, dal camion alla ruspa al controllo della lavorazione. Sì, anche Mariotti era stato al quadro di comando del macchinario, nello stesso luogo dal quale Francesco l’altra mattina alle 10 è caduto di sotto. Certo, l’impianto non è moderno, ma se vi fossero stati deficit di sicurezza - viene da pensare - sarebbe emerso da parte delle maestranze o della proprietà, o dagli incaricati alle ispezioni.

E allora cosa è successo? Ci sono un sacco di dubbi su questa tragedia. L’imprenditore è difeso dall’avvocato Saverio Agostini e il fatto di essere indagato in questa fase di accertamenti preliminari consente a Mariotti di partecipare alle operazioni disposte dal magistrato. Ha nominato come consulente il medico legale dottor Angelo Stamile che oggi sarà a fianco del professor Gabbrielli di Siena. Intanto la parte dell’azienda teatro della tragedia resta sotto sequestro anche se al momento la procura non ha deciso di incaricare un ingegnere per porre dei quesiti tecnici. Prosegue invece il lavoro degli incaricati del Pills dell’Asl specializzati nella prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, fondamentale l’opera svolta dai carabinieri della stazione di Bibbiena subito accorsi sul posto con il comandante Fabio Rizzo.

A Bibbiena ieri l’aria era pesante per questo lutto che ha toccato tutti. Perché andare a lavorare non può e non deve coincidere con andare a morire. Tra la gente tanti ricordi di Francesco, definito gigante buono, oppure chiamato col nomignolo Ghiasa. La salma, recuperata dai vigili del fuoco, inizialmente composta all’obitorio di Bibbiena viene portata a Siena perché ad Arezzo, ormai da troppo tempo, non esiste una sala idonea per le autopsie. [TESTO]Dopo l’esame ci sarà il nulla osta del magistrato e si potrà celebrare il funerale, forse già domani. Mentre il lavoro per diradare la nebbia sulla morte di Francesco Brenda andrà avanti.