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Arezzo, mister metano Alberto Ciolfi su Coingas ed Estra: la politica, l'energia, l'ambiente e la svolta che serve

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Lo chiamavano mister metano. Erano altri tempi e il barometro politico indicava decisamente a sinistra, quando Alberto Ciolfi guidava Coingas. Dal suo osservatorio di illustre “ex”, Ciolfi ancora oggi continua a seguire le vicende della spa partecipata dai comuni aretini e che a sua volta partecipa il colosso dell’energia Estra.

“Non che ai miei tempi le turbolenze fossero assenti. Ho gestito la trasformazione di Coingas da Consorzio a Società per Azioni, a traguardarlo verso il mercato libero, agli accordi con Edison ed alla nascita di Estra con tre diversi sindaci di Arezzo, tutti di grande temperamento (Paolo Ricci, Luigi Lucherini e Giuseppe Fanfani) e nonostante le dispute, mai è stata messa in discussione la legittimità dell’autonomia imprenditoriale”.

Come vede la situazione attuale?

“Oggi guardo le vicende della azienda energetica con distacco ma sempre con attenzione. E ciò che mi colpisce e preoccupa è la delegittimazione ed il discredito cui sono caduti Coingas ed Estra e che, nel mercato libero, sono esiziali”. 

I motivi?

“Ciò che sta accadendo è la logica conseguenza del correntismo, delle logiche di spartizione e politicizzazione.”

Il peso attuale di Arezzo in Estra?

“In Estra col tempo il ruolo della componente tecnica aretina si è sempre più assottigliata fino a scomparire: c’era un documento (che pare non si ritrovi più…) che assegnava ad Arezzo (tramite il socio Coingas che detiene circa il 25 per cento delle azioni in Estra) oltre al Presidente del Consiglio di amministrazione, il presidente del Collegio dei sindaci revisori, il responsabile tecnico della rete di distribuzione del gas ed il responsabile amministrativo del gruppo Estra: tutti questi ruoli apicali erano di nomina Coingas. Allo stato dei fatti, tutti i ruoli tecnico-amministrativi sono stati “scambiati” per qualche presidenza di “politici aretini” nelle innumerevoli aziende della galassia Estra. Ciò ha comportato come diretta conseguenza un forte ridimensionamento del peso specifico di Arezzo in Estra e quindi la irrilevanza di Coingas nella definizione degli obiettivi strategici ed imprenditoriali. Quello aretino è un territorio che non esprime, e non gli vengono riconosciute, le competenze tecniche che indubbiamente ci sono state e ci sono”.

Il ruolo apicale è stato tolto a Francesco Macrì dalla delibera Anac, assai contestata e oggetto di ricorso. Stiamo assistendo ad un assaggio amministrativo cruciale e anche politico.

“Sarà determinante, ovviamente, chi dovrà sostituire l’attuale presidente di Estra nella eventualità di una sua decadenza. Questa volta però dovrà essere un nominativo di fiducia di tutti i soci Coingas, e non solo del comune capoluogo, che ha “fallito”, anche se ha i numeri per imporre una propria scelta. Ci attendono sfide importanti”.

Quali?

“Capisco che all’opinione pubblica appassioni di più quanto accade nelle aule del tribunale rispetto al ruolo che nella transizione energetica potrebbero svolgere Estra e Coingas a favore del territorio aretino. La transizione energetica, però, è giocoforza il contesto in cui Estra e Coingas dovranno ricalibrare la loro missione”.

In che senso?

“Questa transizione, nonostante l’Unione Europea sia molto focalizzata sulla medesima, non sarà lineare. Le oscillazioni dei prezzi del gas di queste settimane lo dimostrano. Chi si occuperà, dunque, di prevenire e mitigare i cambiamenti climatici nel territorio aretino? Il futuro del gas per uso civile si sta assottigliando: già oggi le nuove costruzioni residenziali non si allacciano alla rete del metano. E’ necessario diversificare e, pertanto, farsi promotori di progetti di autoproduzione presso i comuni-soci e le Pubbliche Amministrazioni (come in passato Coingas ha fatto con gli impianti fotovoltaici) promuovendo la diffusione delle comunità energetiche e dell’autoconsumo. In altre parole, agevolare un sistema prosumer nel mercato delle rinnovabili: consumatori che sono al tempo stesso produttori. Le direttive europee (UE REDII), il PNRR ed il GSE sostengono le comunità energetiche rinnovabili (cer) e le strutture collettive di autoproduzione (condomini, centri misti…)”.

Quindi la fase sarebbe piena di opportunità?

“I temi e le occasioni ci sono adesso. E’ nel frattempo che accadono le cose. L’esperienza aretina dell’idrogeno avviata a San Zeno in partnership con la Fabbrica del Sole, va ripresa per rilanciare lo sviluppo della filiera in modo da favorire la transizione energetica e la decarbonizzazione. Riprendere, quindi, il percorso avviato anni fa (il primo idrogenodotto posato in Italia) e realizzare un insieme di infrastrutture hi-tech lungo tutta la filiera dell’idrogeno: dalla produzione alla distribuzione, dall’accumulo all’utilizzo come materia prima per la produzione di carburanti puliti e come vettore energetico, per ridurre le emissioni di CO2 nell’industria, nella mobilità e nella generazione di energia”.

Cosa occorre?

“Sono necessari interventi sulle reti per la sicurezza (tralasciate in questi anni) introducendo nuove tubature in grado di accogliere miscele all’idrogeno, che Coingas aveva iniziato ad installare in alcune zone della Città (Pescaiola). Vanno valorizzate e sviluppate tutte le opportunità che offrono le aziende pubbliche, e favorire la collaborazione in progetti comuni, come per esempio una rete di teleriscaldamento con Aisa. Maggior attenzione, quindi, verso il territorio di riferimento a scapito di acquisizioni di impianti e società fuori dalla Toscana e tralasciando definitivamente sogni di gloria con la quotazione in Borsa.”

Vede una situazione di stallo?

“I 27 comuni azionisti di Coingas sono soci di una scatola vuota da ormai troppo tempo. Sono stati espropriati dal diritto di ogni azionista a concorrere agli indirizzi ed al controllo della Società Estra. E’ ora di decidere sul futuro prossimo di Coingas, magari con una fusione con Aisa Impianti. Altrimenti è inevitabile oltreché ragionevole pensare al suo scioglimento tale da permettere la diretta partecipazione dei comuni, con un patto di sindacato, alle assemblee di Estra e far sentire la voce, le esigenze e le aspettative del territorio aretino con più efficacia. Il tutto anche per fermare il processo di depauperamento di Coingas”. 

Lu.Se.