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Flop Arezzo, appello di Orgoglio Amaranto a imprese e istituzioni: "Manca il progetto, costruire un futuro"

Nicola Brandini
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“Ora basta. Manca un progetto e questi sono i risultati”. Il comitato Orgoglio amaranto, che detiene l’1% delle quote dell’Arezzo, entra in tackle sull’attuale proprietà del Cavallino tracciando di fatto un solco che al momento sembra divenuto insanabile tra la proprietà che detiene il 99% delle quote e i suoi tifosi.

 

 

 

Dopo la sconfitta di Città di Castello, l’ennesimo ribaltone: via Sussi, reintegrato Mariotti. I tifosi hanno fatto sentire la loro voce subito, già nella serata di sabato, con la contestazione alla squadra di rientro in città. Orgoglio Amaranto si è preso 48 ore per riflettere e a mente fredda ha pubblicato un comunicato.

“L’Arezzo non può e non deve essere il passatempo di qualche facoltoso imprenditore, va gestito con amore ed attenzione”, si legge nelle prime righe. “Abbiamo provato in tutti i modi possibili a far capire quanto fosse importante questa maglia per la città ed i suoi tifosi, quanto fosse necessario un progetto per poter evitare tutto quello che invece è successo e che sta ancora accadendo. Si stanno scrivendo brutte pagine della storia amaranto, ogni volta sembrano le più brutte e queste forse lo sono davvero”.

 

 

 

“La sensazione – prosegue Orgoglio amaranto - è che si vada a tentoni, per tentativi, aumentando solamente, anno per anno, squilibri di bilancio sempre più profondi e intollerabili”.

E a tal proposito si è espresso anche Daniele Farsetti, uno dei componenti del direttivo di Orgoglio amaranto, che ha ribadito quanto questa presa di posizione sia un segnale di rottura forte, dopo che per troppo tempo tutte le proposte che arrivavano alla società da parte del Comitato sono state inascoltate.

“E’ stato costruito un qualcosa che non comunica con il resto della città” spiega Farsetti, “una società guidata e amministrata in totale autonomia senza mai ascoltare alcun suggerimento o consiglio, creando quindi una distanza rispetto ai tifosi e allo stesso Comitato. Purtroppo” continua Farsetti, “non ci sono nemmeno i risultati, né sportivi né economici. E’ questo il problema di fondo: l’incapacità di ascoltare da parte di questa società”.

Quello di Orgoglio amaranto è un grido di dolore e di allarme lanciato alla città e allo stesso tempo una chiamata a raccolta di tutti tifosi, e non solo. “Il tessuto economico, politico ed istituzionale del nostro territorio” conclude la nota, “non può per sempre ignorare questi problemi. E’ giusto tentare di ricostruire un futuro. Tutti insieme”.

Adesso si è arrivati davvero ad un punto di non ritorno, ma siamo solo a metà stagione.

Per adesso bocche cucite in società, con Mariotti che invece parlerà oggi in conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Civita Castellana. Perché intanto l’Arezzo scende in campo e sarà da lì che dovranno arrivare le prime risposte. In attesa di sviluppi.