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L'Arezzo ricomincia da Mariotti: alle 15 il recupero con la Flaminia. Rabbia e motivazione: "Pensiamo a giocare"

Nicola Brandini
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Per Marco Mariotti, richiamato sulla panchina dell’Arezzo appena 48 ore fa in seguito all’esonero di Andrea Sussi, non c’è spazio per i convenevoli. Un allenamento e mezzo con la sua ‘nuova’ squadra e subito la parola passa al campo: oggi alle 15 al “Turiddo Madami” di Civitacastellana si gioca il recupero della diciassettesima giornata di campionato.

Per Mariotti e i suoi non c’è tempo di pensare alla contestazione in atto che c’è fuori nei confronti della società e della squadra. Ma allo stesso tempo, nella conferenza stampa della vigilia, Mariotti non può non partire proprio da questo punto. “Se dicessi che l’impatto è stato positivo direi una bugia, e io le bugie non le dico”, ha esordito il mister lasciando intendere che l’aria si è fatta pesante anche e soprattutto anche all’interno dello spogliatoio.

“Adesso noi dobbiamo concentrarci solo sulle partite, affrontandone una dopo l’altra – prosegue Mariotti - senza pensare a chi siamo, chi eravamo e a quello che dobbiamo fare. Ripeto: pensiamo solo a giocare”. Del resto è l’unica cosa che la squadra può fare, in questo momento molto turbolento in cui si sta trovando tutto l’ambiente amaranto. Un momento fatto di contestazione da parte dei tifosi, delusi dai risultati sportivi ma in generale anche dalla gestione della società, come sottolineato anche nelle scorse ore da Orgoglio Amaranto.

“Sicuramente non c’è grande entusiasmo – prosegue mister Mariotti – e ci sarà bisogno di ricrearlo in tutte le componenti. Però si riparte, per fare bene e meglio”. Inevitabile poi un passaggio sullo stato attuale della rosa che Mariotti ha a disposizione, molto diversa rispetto a quando è stato esonerato un paio di mesi fa.

“Quello che mi fa rabbia e l’ho detto anche alla squadra – confessa Mariotti - è che sono andati via giocatori forti e uomini forti e sono arrivati giocatori forti e uomini veri: come mai poi i risultati non vengono? Significa che noi dobbiamo dimostrare per primi a noi stessi di essere bravi”. È evidente che Mariotti dovrà lavorare anche e soprattutto sulla testa dei suoi giocatori, cercando allo stesso tempo di trasmettere quella giusta dose di tranquillità che serve per non buttare alle ortiche definitivamente la stagione.

“Sono andato via che eravamo terzi a cinque punti – prosegue il mister - ritorno che siamo non so dove a 15 punti dalla prima. Non ho rabbia, sono tranquillissimo, è il mio lavoro. È il tempo che poi dà le risposte. Questa non è una mia rivincita – prosegue - ho anche chiamato mister Sussi esprimendogli la mia vicinanza, perché quando un allenatore viene esonerato è una sconfitta di tutti a 360 gradi”.

È inevitabile, e per certi versi comprensibile, che Mariotti difenda quanto di buono fatto fino al pareggio interno con il San Donato del novembre scorso che gli costò l’esonero. Adesso però si apre un altro capitolo nuovo. “Serve un Arezzo cattivo – ha detto il tecnico del Cavallino - che dovrà pensare ad andare in campo e non fare brutte figure. Purtroppo in questo momento siamo lontanissimi dalla vetta. E forse dovremo pensare a guardarci anche dietro in classifica”.

Adesso l’unica cosa che resta da fare è giocare: oggi a Civita Castellana sarà una partita delicatissima e tutti, Mariotti compreso, si aspettano già delle risposte.

E da ieri i tifosi amaranto e tutti coloro che la conoscevano, piangono la scomparsa di una grande amica e tifosa dell’Arezzo. Ad appena 59 anni ci ha lasciato Rossana Sacconi. I funerali si svolgeranno domani, giovedì 3 febbraio, alle 10 nella chiesa del Rivaio a Castiglion Fiorentino. Alla famiglia le condoglianze del Corriere di Arezzo.