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Arezzo, piove nell'edificio di Coingas: chiusa mensa dei lavoratori Estra. Servono lavori urgenti

Luca Serafini
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E’ stata chiusa la mensa dei lavoratori di Estra ubicata nell’edificio che appartiene a Coingas. Il motivo: ci piove dentro. Servizio interrotto e lavori urgenti al tetto da effettuare. Le toppe non bastano più, serve un intervento edilizio radicale per rifare la copertura dell’edificio di via Igino Cocchi. Costo stimato per il restauro, intorno ai 50 mila euro e cantiere previsto a inizio aprile perché prima deve essere espletato tutto il percorso burocratico per l’affidamento dell’opera, attraverso una gara. Passaggi che l’amministratore di Coingas, Franco Scortecci, sta seguendo proprio in questi giorni dopo aver anche incontrato la rappresentanza interna dei lavoratori. Da qui alla riparazione e all’agibilità dell’ambiente ci saranno disagi per i dipendenti di Estra che usano la mensa, circa quaranta sul centinaio totale: sono state comunque attivate delle convenzioni con dei locali della zona dove poter consumare il pasto nella pausa. La pioggia nei locali di via Cocchi ha assunto negli ultimi tempi le dimensioni di un problema non più rinviabile come si vede dalle foto di alowebtv.it. Non delle semplici infiltrazioni ma ormai un deficit strutturale serio. L’edificio è di proprietà di Coingas, la spa dei 27 comuni aretini con il municipio di Arezzo che è socio di maggioranza con il 45 per cento. Coingas a sua volta partecipa Estra insieme ai soci di Prato, di Siena e delle Marche, e ne riceve i dividendi che poi distribuisce sul territorio ai comuni soci. Coingas non ha operatività e dipendenti ma su via Cocchi gravitano i lavoratori di Estra in virtù di un contratto di locazione per il quale la multiutility Estra paga 323.449 euro di affitto. Mentre i riflettori della cronaca giudiziaria e politica erano - e sono tuttora - accesi sulle società, il deterioramento della copertura del palazzo è andato avanti inesorabile. Manutenzione a questo punto non più sufficiente e necessità di correre ai ripari con opere di vero rifacimento del tetto. Oggettive le difficoltà di utilizzo dei locali e perfino qualche rischio. Ecco allora il bando per individuare la ditta esecutrice del lavoro, con relativa spesa che, stando ai bilanci milionari delle spa, rappresenta un’inezia. Iter in corso di svolgimento con scrupolosa osservanza delle regole di trasparenza. Di questi tempi gli occhi della politica, degli organi di controllo e della magistratura, sono particolarmente attenti sulle operazioni delle aziende in controllo pubblico. Da parte sua Scortecci è impegnato nel portare fino in fondo il mandato affidatogli dal sindaco Ghinelli a inizio 2019. Il ruolo gli ha procurato anche le note beghe giudiziarie nel processo in corso e che entra nel vivo il 22 febbraio alla Vela. Il mandato di Scortecci scade a giugno ma sembra disponibile a mantenere, in caso, l’incarico: a parte il tetto da rifare ha vari progetti impostati sul versante delle nuove energie.