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Arezzo, la piscina no green pass ancora chiusa. Ora i clienti rivogliono i soldi

Francesca Muzzi
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Sarà un’altra settimana all’asciutto per grandi e piccini. La piscina comunale che non chiede il green pass e che dallo scorso 20 gennaio è chiusa al pubblico a seguito dell’ordinanza del sindaco Ghinelli, ha di nuovo messo un post sulla pagina facebook del palazzetto del nuoto dove annuncia che “per un’altra settimana sarà chiusa”. Precisamente c’è scritto: “Poiché il Comune, non ha revocato l’ordinanza e gli altri atti, la struttura rimarrà chiusa anche la prossima settimana. Si informano i soci e/o i tesserati della Asd Chimera Nuoto che, anche la prossima settimana tutte le attività della società saranno sospese. La scadenza delle lezioni e degli abbonamenti verrà ricalcolata. Tutte le informazioni successive a questo comunicato saranno pubblicate sulla pagine facebook del palazzetto del nuoto, per gentile concessione della società di gestione”. Replica l’assessore allo sport Federico Scapecchi: “Una bozza di nuova ordinanza e quindi che consenta la riapertura, c’è già. Per meglio dire c’è una serie di ragionamenti in atto che adesso spettano al sindaco valutare. La situazione potrebbe cambiare di ora in ora”. Nella bozza ci sarebbe scritto l’accordo con la società Asd Chimera Nuoto che si è offerta di riaprire l’impianto e di chiedere il green pass. Ma, come detto più volte, occorre che non ci sia nessuna altra società sportiva a frequentare la piscina. Insomma, la riapertura non è in alto mare, ma ci sono ancora dei cavilli da risolvere prima di approdare alla riva. Nel frattempo i genitori, chi può, portano i figli all’impianto di Subbiano. Ci sono 170 atleti e circa 20 istruttori che non conoscono quale sarà il loro futuro. I dipendenti sono a casa e senza lavoro. Mentre i ragazzi cercano, come possono, di continuare l’attività fisica che è diventata molto difficile. Intanto chi frequentava la piscina ed era iscritto ai corsi di nuoto, oppure di fitness o semplicemente aveva un abbonamento, chiede i soldi indietro. “Abbiamo pagato un servizio che non viene erogato - si legge nei commenti - La società ha il dovere di provvedere a comunicare e risolvere il disagio arrecato per sua responsabilità decidendo di non adempiere a normative nazionali fregandosene di tutti coloro che rispettano le normative”. Anche i genitori dei ragazzi che martedì scorso hanno protestato davanti alla piscina chiedono che si faccia chiarezza una volta per tutte, che il gestore magari torni sui suoi passi: “E che la smetta di tenere in ostaggio lo sport aretino”, dicono. 
“Tutto sarebbe stato semplice - prosegue l’assessore Scapecchi - se il gestore (la famiglia Magara ndr) avesse fatto un passo indietro come vogliono