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Indicatore, tunnel abbandonato il paese diviso in due. Protesta dei residenti

Alessandro Bindi
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Tunnel di Indicatore ancora stretto nella morsa del degrado. Adesso c'è chi auspica la chiusura. “Transennate anche la parte ciclabile, è pericoloso”. L’appello all’amministrazione comunale è di Pilade Nofri che chiede di eliminare un pericolo che riaffiora periodicamente a seguito delle piogge. Da chi vive nella frazione parte la provocazione all'indirizzo del Comune dopo che la questione della praticabilità del tunnel ciclo-pedonale che attraversa la ferrovia appare un problema annoso e irrisolvibile. “Denunciamo lo stato di pericolo” spiega Nofri “e poi si proceda a risolvere le problematiche e ad effettuare una manutenzione in grado di garantire la sicurezza sia ai pedoni, sia ai ciclisti che ai centauri”. 
Per Pilade Nofri la considerazione è coincisa: “O l’amministrazione comunale si accolla la responsabilità o intima alle Ferrovie di risolvere il problema una volta per tutte. Così il paese è spaccato in due e il pericolo in caso di allagamento è evidente e reale”. 
“Visto e considerato che nel sottopasso di Indicatore” aggiunge Pilade Nofri “esiste un pericolo costante e che da anni nessuno si assume la responsabilità di gestire, a questo punto non resta che chiederne l'immediata chiusura”. Naturalmente la chiusura è motivata solo per evitare un pericolo agli utenti ma al tempo stesso Pilade Nofri intende proseguire con la richiesta di veder risolto una volta per tutto il problema che da anni sta tagliando in due la frazione con evidenti ripercussioni sulla mobilità delle persone ma anche sulla vivibilità della zona, compresa quelle delle attività economiche. 
“Intendo rivolgere il mio appello” aggiunge il residente che in passato ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale “a chi compete affinchè si prenda a cuore la manutenzione del sottopasso. Chi vive a Indicatore conosce l’utilità del sottopasso ciclo pedonale. Un tratto di strada essenziale per unire il paese. Ma fino a quando non sarà percorribile in sicurezza non dovrà rimanere aperto. Chiediamo prima di tutto la sicurezza e poi la manutenzione”. 
La questione del tunnel, sprofondato sott’acqua a più riprese, è una situazione irrisolta che sta passando in eredità di giunta in giunta. Dall’epoca dell’assessore Franco Dringoli a quella dell’attuale assessore alla manutenzione Alessandro Casi, passando per il predecessore Gianfrancesco Gamurrini, la situazione resta ferma con le quattro frecce stoppata da un rimpallo di burocrazia e passaggi di presa in carico tra Comune e Ferrovie dello Stato.
Ai buoni propositi di Palazzo Cavallo di presa in carico avvenuta alcuni anni fa non sono seguite azioni definitive finendo per restituire alle Ferrovie dello Stato il tunnel in attesa di veder compiere alcune opere necessarie a evitare che finisse sott'acqua. Ne è seguito un periodo di manutenzione praticamente nulla fino a veder sprofondare quel tratto di strada nel degrado. 
A dicembre l’acqua era salita fino al soffitto rendendo indispensabile il prosciugamento. A distanza di settimane il tunnel è ancora avvolto nel degrado così come le pertinenze. Le scale sono chiuse, i tombini otturati, Le aree verde trasformate in fioriere dell’incuria. La situazione fino ad oggi adottata non convince chi vive a Indicatore e che continua a chiedere una definitiva soluzione a un problema decennale. 
Per Nofri, c’è bisogno di ripartire dall’ascolto. “La politica oggi è sorda” commenta l’ex consigliere comunale che chiosa: “Il problema irrisolto affonda anche nella mancanza delle circoscrizioni. Visto che da anni non ci sono più, adesso serve un comitato di territorio aperto a tutti i rappresentanti che vogliono impegnarsi per farsi riconoscere dall’amministrazione in modo da sollecitare le richieste che vengono dal territorio”.