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Arezzo, bullismo: botte al cieco e stalking su ragazza, cinque minori a processo

Luca Serafini
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Ragazza perseguitata dal branco di bulli sotto i Portici di via Roma, giovane cieco preso a pugni alle scale mobili di via Pietri. Due brutte pagine di cronaca cittadina arrivano davanti al tribunale dei minorenni di Firenze: udienze il 14 e 28 febbraio. Cinque i giovanissimi imputati chiamati a rispondere delle loro azioni per episodi che hanno suscitato rabbia e inquietudine. Fatti avvenuti tra 2020 e 2021 per i quali adesso la giustizia chiede il conto agli autori, seppur con le specifiche possibilità riservate a chi è accusato di reati anche gravi ma non ha compiuto i 18 anni. Quindi punizioni sì ma a maggior ragione in chiave rieducativa. L’aggressione al ragazzo ipovedente avvenne a inizio settembre scorso nel contesto della movida, in un punto di aggregazione assai in voga, alle scale mobili, sotto le mura. Due i minorenni chiamati a rispondere di lesioni aggravate. La scena: un soggetto esuberante, con fare da bullo, si mette a frugare nello zaino di un ragazzo per prendere le sue sigarette. L’opposizione del proprietario della borsa a quel gesto prepotente accende gli animi. In difesa dell’amico in difficoltà interviene un sedicenne robusto ma cieco. Gli avversari non badano per il sottile: calci e pugni. Un dente rotto e altre lesioni nella sfida impari, per via del grave handicap. Interviene anche una ragazza e pure lei rimedia uno schiaffo. Poi i bulli se ne vanno. Nei giorni successivi gli inquirenti risalgono ai presunti autori dell’episodio violento in base a descrizioni e testimonianze sulla baby gang. Perquisizioni nelle case e ipotesi di reato, con il fascicolo in mano al procuratore minorile Antonio Sangermano che ora arriva al processo, fissato per il 28 febbraio. L’altra vicenda, con udienza il giorno di San Valentino, è dell’estate 2020 e parla di un vero e proprio pressing persecutorio ai danni di una ragazza presa di mira dalla banda di strafottenti per “motivi abietti e futili”. Situazione ambientata tra i Portici, Sant’Agostino e il Giotto. Offese, spinte, minacce, derisioni. Anche uno sputo in faccia alla teen ager, dopo averle sollevato la mascherina. Umiliazioni e prepotenze esercitate con la “forza” del gruppo, per affermare il dominio del territorio. Un incubo: veniva pedinata e accerchiata. Esasperata, ha denunciato e sono scattate le indagini. In tre a giudizio per stalking. Sono dello stesso gruppo degli altri imputati e che all’epoca era formato da venti giovani. Gli avvocati Gabriele Tofi e Walter Renzetti figurano tra i difensori dei ragazzi. Il perdono giudiziale e la messa alla prova con forme di impegno per risarcire il male fatto potrebbero coniugare punizione e rieducazione.