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Arezzo, crac Del Tongo: in sette dal giudice con ipotesi bancarotta, ex dg accusato per una cucina

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L’ex direttore generale di Del Tongo Industrie è accusato di bancarotta fraudolenta per aver distratto - è l’ipotesi della procura - una cucina e mobili prodotti dall’azienda aretina fallita nel 2018. Tutto ovviamente da dimostrare. Sono invece accusati di bancarotta semplice tre membri della famiglia, in qualità di amministratori della società, e tre professionisti che ricoprivano le cariche di revisori dei conti: si contesta loro il mancato rispetto delle scadenze previste dal piano del concordato preventivo statuito dal tribunale e che indicava date e importi precisi a beneficio dei creditori. 
Una operazione di salvataggio dell’azienda delle cucine - il concordato - che come si sa non riuscì con l’epilogo finale del default. La crisi era iniziata con la caduta di Gheddafi, anni addietro, e la
Si è celebrata ieri l’udienza preliminare a carico dei sette indagati, davanti al giudice Stefano Cascone che ha però dovuto aggiornare tutto ad una prossima data, il 12 maggio, per un problema emerso nelle notifiche alle parti.
I Del Tongo sono difesi dall’avvocato Luca Berbeglia e dall’avvocato Laura Bonifazi, mentre i revisori dei conti sono assistiti dagli avvocati Stefano Tenti e Osvaldo Fratini. 
Il direttore generale, F.C., che in quella fase pilotava l’azienda nel comune di Civitella della Chiana è difeso da un avvocato del foro di Bologna.
Nella prossima udienza ognuno dei sette indagati potrà fare le sue scelte, se accedere o meno ad un rito alternativo o mantenere l’iter ordinario. Le ipotesi di accusa della procura formulate dal pm Julia Maggiore (ieri in aula come magistrato c’era Chiara Pistolesi) sono nate in seguito alla relazione dei curatori fallimentari nominati dal tribunale.

L.S.