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Covid, l'infettivologo Caremani spiega la nuova fase: verso il post pandemia, i decessi, le mascherine, i vaccini

Sara Polvani
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Situazione sanitaria e allentamento delle misure, quarta dose e quinta ondata. L’infettivologo ed ex direttore di Malattie Infettive dell’ospedale San Donato, Marcello Caremani, fa il punto.

Professor Caremani, quale è la situazione sanitaria ad Arezzo?

“I dati nazionali sono sotto gli occhi di tutti. La situazione italiana sta andando verso un miglioramento. C’è un calo dei numeri dei casi totali, dei ricoveri nei reparti e in rianimazione. Anche se i morti non calano. Sono coloro che erano in terapia intensiva che non ce l’hanno fatta. Ad Arezzo siamo un’isola felice, la situazione del Covid è stata gestita in maniera ottimale, perfetta. Siamo stati in cima alla classifica delle somministrazioni di anticorpi monoclonali. È stata una delle cose più importanti di un reparto Covid”.

Alla luce dei dati, in quale fase ci troviamo?

“Noi stiamo andando verso una possibile risoluzione della pandemia, verso l’ultima fase. Abbiamo avuto varie varianti, l’Omicron 2 non ha dimostrato di essere una variante significativa”.

Quali effetti abbiamo avuto in questi mesi?

“Dopo una grande guerra combattuta per due anni cosa ci aspetta dopo la fine della pandemia? Abbiamo avuto un grave danno economico e sanitario. Ci sono provvedimenti da prendere: abbiamo persone che hanno avuto il Covid e residuano di danni importanti, la stanchezza, danni piscologici. Ma c’è anche ciò che rappresenta il disagio più importante, quello giovanile. Ci rendiamo conto che danno grave si è avuto nei giovani con la didattica a distanza, con la scuola che li ha tenuti lontani dall’evoluzione del proprio essere? È l’elemento più importante. Tutti si rendono conto che stiamo andando meglio. Tra qualche mese saremo nella fase post-bellica, è necessario che il ministero della Salute, non da solo, organizzi delle azioni. Altrimenti ci ritroveremo nei prossimi cinque-dieci anni con una situazione ancora più seria e impegnativa”.

Cosa si sente di dire ai cittadini?

“Va spiegato perché ancora muoiono le persone, perché chi ha tre dosi può ugualmente infettarsi. I vaccini intramuscolari fanno produrre anticorpi ematici ma non di superficie. Nei virus specifici come il Covid, persone che hanno fatto solo il vaccino questi anticorpi non ce li hanno e possono contagiarsi”.

Come vede l’allentamento delle misure anti Covid?

“Ancora dobbiamo essere prudenti. Abbiamo 80 mila casi al giorno e molti non sono denunciati. Un po’ perché gli asintomatici preferiscono non fare il tampone. Omicron è una patologia sostanzialmente non grave nelle persone vaccinate con tre dosi. È una patologia grave in anziani con comorbità”.

Venerdì scorso è stato detto addio alle mascherine all’aperto.

“Per la mascherina all’aperto non ho nessun problema, in questo momento con un calo nettissimo dei casi toglierla è anche giusto. Ma è bene tenerla in tasca, se siamo più di tre persone bisogna in questo gruppo avere la mascherina. Negli ambienti sportivi, come stadi, ambienti culturali come teatri e musei, un allentamento delle misure ci vuole. Non sono d’accordo con l’eliminazione delle misure come in Danimarca. Secondo me ancora un’attenzione per uno o due mesi, per vedere che i casi si abbassano, e la prudenza la terrei. Andare a sciare, nei bar e ristoranti, dobbiamo riprendere a far girare l’economia ma non è un libera tutti”.

Cosa ne pensa della quarta dose di vaccino?

“Sono dell’opinione che bisogna aspettare. Aspetterei prima di tutto che tipo di vaccino somministrare. Ne è uscito uno da utilizzare come richiamo ma non prima di ottobre. I francesi stanno sperimentando un vaccino spray. Attendere e vedere l’andamento a fine estate, settembre. Fare una valutazione statistica mondiale e fare un vaccino di richiamo all’inizio dell’inverno per evitare un colpo di coda del Covid”. 

Ci sarà la quinta ondata?

“Se le cose vanno come vediamo non è detto. Potrebbe esserci una recrudescenza in maniera endemica, con un numero di casi abbastanza stabili. Più che una vera ondata epidemica una situazione da monitorare con controlli a campioni statistici che possano permetterci di capire verso che direzione stiamo andando”.

E se ci sarà quale scenario si potrebbe ipotizzare?

“Ora si somministrano anche i farmaci antivirali per bocca per curare a casa e questo è un aspetto che potremmo aggiungere alla quinta ondata che potrebbe essere controllata a livello domiciliare”.