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Arezzo, alternanza scuola e lavoro per cinquemila studenti aretini

Francesca Muzzi
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Sfilano anche ad Arezzo, come in tutta Italia, i ragazzi delle scuole superiori per dire basta all’alternanza scuola-lavoro dopo la morte di Lorenzo Perelli e Giuseppe Lenoci morti durante uno stage in azienda e contro l’organizzazione dell’esame di maturità. Striscione davanti al Comune con su scritto: “Alternanza, repressione, maturità: no alla scuola dei padroni”. “Ma gli stage fatti in sicurezza, sono molto importanti per il futuro dei ragazzi”. A dirlo sono Roberto Santi dirigente all’istituto tecnico professionale di Arezzo e Lorenzo Pierazzi dell’Isis Valdarno. Entrambi conoscono a menadito queste realtà con le quali hanno a che fare quotidianamente ed entrambi dicono: “Sono una grande opportunità”. In totale, sono oltre 5 mila, in tutta la provincia, gli studenti che frequentano il triennio delle superiori, quando gli stage sono obbligatori da normative nazionali e regionali come quella Toscana. “Nell’istituto tecnico professionale - sottolinea Roberto Santi - gli stage cominciano già dal secondo anno per estetiste, orafi, elettrici e meccanici. Giovani di appena 15 anni. Alternanza scuola e lavoro e così fino al quinto anno. In totale i ragazzi hanno 800 ore di stage durante tutto il loro percorso di studio. Gli alunni sono seguiti da due tutor uno della scuola e uno dell’azienda e abbiamo collaborazioni con aziende orafe, meccanici d’auto, odontotecnici, servizi sociali”. “L’alternanza scuola lavoro che oggi si chiama percorsi per le competenze trasverali e per l'orientamento, diventa anche obbligatoria per avere la qualifica e il diploma. Nelle varie aziende il nostro istituto manda circa 800 ragazzi. Negli anni qualche incidente è successo, ma per fortuna sempre di poco conto. La sicurezza quando mandiamo i ragazzi fuori è fondamentale”. E c’è un altro aspetto quello che riguarda proprio le aziende: “Sono loro, spesso, a chiederci di mandargli ragazzi e che siano anche bravi. E’ una grande opportunità per tutti. Tanto che nei due anni in dad, sono state le famiglie e gli stessi ragazzi (orafo e areonautica in particolare) a chiederci di tornare a fare gli stage”. In Valdarno, c’è un’altra grossa realtà. Si chiama Isis Valdarno e ogni anno richiama un numero consistente di iscritti. Quest’anno circa 1500, l’anno prossimo quasi 1600. Anche qui, per i ragazzi del triennio, l’alternanza scuola e lavoro è obbligatoria, ma spesso a fare esperienza nelle aziende ci vanno anche i ragazzi di prima e seconda. “La nostra scuola - sottolinea il dirigente Lorenzo Pierazzi - è convenzionata con più di 300 aziende. Tra queste Zucchetti Centro Sistemi, ABB, Comev, ITTEDI, Visia Imaging, Monnalisa fino alle aziende artigiane e all’indotto della moda. Il nostro istituto ha anche un comitato tecnico scientifico nel quale abbiamo figure del calibro del cavaliere Bernini presidente della Zucchetti centro sistemi spa di Terranuova, le associazioni di categoria come Confartigianato, Cna e degli Industriali di Arezzo”. “Gli stage nelle aziende - prosegue Pierazzi - rappresentano una grandissima opportunità, tanto che spesso, i nostri ragazzi vengono intercettati già al quarto anno per lavorare subito dopo la chiusura del ciclo scolastico”. E sulla protesta dei ragazzi, Pierazzi aggiunge: “Gli stage devono essere sempre svolti in sicurezza, su questo non ci sono dubbi. Però, ribadisco sono importanti per la formazione lavorativa di ogni studente, specie in un determinato indirizzo di studio”. “Capisco le ragioni della protesta da parte dei ragazzi - conclude - che sono preoccupati anche nell’uscire da casa dopo due anni in dad. Noi come istituto abbiamo sempre cercato di tenere i laboratori aperti anche durante il lockdown, ce lo hanno chiesto e lo abbiamo fatto volentieri”