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Tra Arezzo, Russia e Ucraina commercio per milioni. L'oro prima di tutto. Scambi e prezzo: il distretto trema

Luca Serafini
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Oro, cereali, gas. E anche altro. La guerra allunga ombre scure sull’economia. Conseguenze tutte da scoprire ma di sicuro non buone. Già sperimentati nei primi mesi 2022 gli effetti delle tensioni internazionali sulle bollette del metano: oltre il 50% del gas distribuito in Italia e quindi da Estra, arriva dalla Russia. Prospettive future nere. Scambi a rischio.

QUOTAZIONE

Il grammo di oro ieri è schizzato da 51 euro a 55 prima ancora che aprisse la Borsa di New York: “l’impennata può generare una raffica di disdette degli ordinativi”, dice Mauro Benvenuto di Cna e presidente della Consulta degli orafi. Intanto il distretto orafo aretino si interroga pure in qualità di importatore di materia prima dal Paese di Putin. Da gennaio a settembre del 2021 abbiamo acquistato metallo prezioso dalla Russia per 173 milioni di euro con un balzo del 261% rispetto al 2020 (47,9 milioni). In senso inverso, l’esportazione di goielleria, bigiotteria e monili verso la Russia si attesta, sempre nei primi nove mesi del 2021, sui 3,7 milioni. Timori, quindi, per l’evoluzione (o involuzione) degli scambi commerciali in entrata e uscita con la nazione che ha sferrato l’attacco all’Ucraina. Le sanzioni possono destabilizzare meccanismi e consuetudini.

RUSSIA

Considerando tutte le tipologie di prodotti, le esportazioni aretine in Russia nel 2020 si sono attestate a 34 milioni e le importazioni a 50. Mentre nei primi nove mesi del 2021 l’interscambio ha assunto queste cifre: 60 milioni di export e 174 di import. Il segretario generale della Camera di Commercio di Arezzo e Siena, Marco Randellini, spiega: “I principali prodotti esportati dalla provincia di Arezzo in Russia sono: articoli di abbigliamento (5,3 milioni), apparecchiature elettriche (4,2), mobili (3,8), articoli in pelle (3,8) e gioielleria (3,8). Sul fronte delle importazioni, anche nei primi nove mesi del 2021 gli acquisti dalla Russia si sono concentrati sui metalli preziosi (173 milioni su 174), con una forte crescita del 261% rispetto al 2020”.

UCRAINA

Quanto alle relazioni commerciali tra la provincia di Arezzo con l’Ucraina, l’ultimo dato annuale disponibile, il 2020, parla di 3,4 milioni di euro di export (+217% sul 2019 e 0,1% del totale export provinciale) e 5,8 milioni di import (-27% sul 2019 e 0,03% dell’import provinciale). 
“I principali prodotti aretini esportati” riprende Randellini “sono: gioielleria (1,6 milioni), articoli di abbigliamento (910 mila), macchinari (779 mila), apparecchiature elettriche (701 mila) e elettronica (318 mila). Sul fronte delle importazioni, la provincia di Arezzo acquista dall’Ucraina prevalentemente metalli preziosi (1,4 milioni) e prodotti agricoli (1,1 milioni) ovvero cereali.
Il mondo agricolo e la filiera della trasformazione osservano la situazione pieni di dubbi. Incertezze in ogni comparto economico. Si teme una mazzata.

TIMORI

Tornando al distretto orafo, spina dorsale del sistema economico di Arezzo, Benvenuto presidente della Consulta, riflette: “Ancora lo scenario non è chiaro ma intanto il rialzo del prezzo dell’oro implica il possibile stop agli ordinativi con danni al settore. Russia in guerra, Ucraina attaccata, in più Hong Kong in lockdown, la situazione preoccupa anche per i costi sempre maggiori di energia e materie prime. Scenario da incubo, speriamo non si avveri”. Proprio mentre gli orafi aretini espongono i loro campionari 2022 a Dubai e si preparano alle fiere fisiche per ricevere i buyer mondiali: Vicenza a marzo e OroArezzo a maggio.