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Arezzo, il commercialista Grazzini scelto dal sindaco per il cda di Estra al posto di Macrì. Piazzi resta presidente

Luca Serafini
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Il commercialista Giovanni Grazzini nel consiglio di amministrazione di Estra per rappresentare il territorio di Arezzo. E’ questa la scelta fatta dal sindaco Alessandro Ghinelli, e condivisa con la coalizione di centrodestra, per sostituire Francesco Macrì, presidente della società del gas e dell’energia dal 2016 fermato a novembre scorso da Anac con un contestato provvedimento sul quale il Tar del Lazio si pronuncerà il 14 giugno. Grazzini, 61 anni, fino a pochi giorni fa è stato presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia di Arezzo, ruolo adesso ricoperto da Roberto Tiezzi. Professionista competente e stimato, persona di equilibrio, Giovanni Grazzini è una figura individuata e indicata dal sindaco Ghinelli e intorno alla quale si registra unità di visione da parte delle componenti della coalizione. Dopo una fase di dibattito interno, la maggioranza di Palazzo Cavallo ha deciso di affidare ad una figura tecnica la rappresentanza di Arezzo nel cda di Estra, per non lasciare scoperto quel posto che spetta alla comunità aretina: il 25% delle azioni di Estra è di Coingas, società dei comuni. Gli altri soci sono Consiag Prato (39%), Intesa Siena (25%), Viva Servizi Ancona (10%). Estra negli anni è cresciuta ed è un’azienda di grandi dimensioni che si occupa di servizi oggi come non mai in primo piano come l’erogazione del metano e i servizi energetici. Ecco quindi che in attesa del pronunciamento dei giudici amministrativi, che potrebbero accogliere il ricorso di Macrì e rimetterlo nel suo posto, l’esigenza di riequilibrare il cda di Estra è forte. Il percorso sembra delineato e i tempi potrebbero essere stretti. Salvo colpi di scena, oggi il sindaco di Arezzo dovrebbe fare il nome di Grazzini nell’incontro da remoto con i sindaci dei comuni di centrodestra e con i partiti della coalizione. Un meeting on line convocato per discutere dei temi strategici del territorio come l’Alta Velocità e, appunto, Estra. Il passaggio successivo sarà poi la convocazione di una assemblea di Coingas dalla quale dovrebbe partire in modo formale l’input verso la partecipata Estra per la nomina di Giovanni Grazzini nel consiglio di amministrazione. Da quello che trapela, lo schema sarebbe tale che Grazzini resterebbe consigliere lasciando il ruolo di presidente - che pure spetta ad Arezzo - ad Alessandro Piazzi, che di Estra è anche amministratore delegato, ed ha assunto le redini dopo la delibera di Anac su Macrì. Nel cda ci sono poi il direttore generale Paolo Abati e i consiglieri Roberta De Francesco e Anna Scrosta. Il numero di membri del consiglio tornerebbe a cinque. Questo, a meno di intoppi, l’iter e lo scenario. Grazzini gode della massima fiducia del sindaco e della maggioranza in qualità di tecnico e sul suo ruolo istituzionale probabilmente Ghinelli cercherà convergenze anche nell’opposizione e nei comuni di centrosinistra. Nel curriculum del commercialista c’è anche un periodo di impegno come amministratore pubblico, nel 2004, quando entrò in consiglio comunale con l’Udc. Un moderato. Il suo incarico in Estra potrebbe terminare a giugno, in caso di annullamento del Tar della decadenza di Macrì restituendo al presidente le sue funzioni manageriali. In caso di conferma della inconferibilità è probabile che si opti per scelte diverse, più politiche, fino alla conclusione del mandato di Estra prevista a primavera 2023. Sul tema partecipate il clima nel centrodestra si rasserena e salvo sconvolgimenti si dovrebbe andare verso una riconferma di Franco Scortecci alla guida di Coingas e la presidenza di Nuove Acque alla Lega.