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Arezzo e l'Ucraina, dal vescovo l'appello ad accogliere i profughi fuggiti dal Paese assediato

Marco Antonucci
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Aprire materialmente le porte dell’accoglienza, offrendo un alloggio a chi fugge dall’Ucraina. E’ una delle iniziative che la Caritas diocesana di Arezzo ha messo in campo, raccogliendo le parole pronunciate dall’arcivescovo Riccardo Fontana durante la veglia di preghiera che domenica sera ha visto tanti aretini raccogliersi in Duomo. “Caritas aprirà un conto corrente per i rifugiati. Da casa, facilmente, col telefono chi vuole potrà contribuire”, l’appello lanciato da monsignor Fontana. “Ai rifugiati mancano in questo momento i sacchi a pelo. La Caritas si incarica di raccoglierli e poi troviamo il modo di farli arrivare a chi ne ha bisogno”.
Una veglia di preghiera che in Duomo ha visto la partecipazione delle istituzioni - presente il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli - e di tante persone che hanno voluto unirsi in preghiera per la pace. E poi le parole di Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace, che già nei giorni scorsi aveva sottolineato, in un suo messaggio, come nella realtà che alle porte di Arezzo unisce studenti che giungono da Paesi in conflitto, in simili situazioni “cala un silenzio misto di disorientamento e frustrazione, di paura e di vergogna, perché sembra che ogni sforzo personale e collettivo sia vanificato. La guerra non è mai una risposta ad un conflitto, è un male assoluto”. 
Ora, dopo la veglia in Duomo, è la Caritas diocesana a mobilitarsi, con tre azioni concrete per portare aiuto alla popolazione ucraina. Una passa attraverso l’accoglienza dei profughi: la Caritas registrerà la disponibilità all’accoglienza di persone o nuclei familiari di profughi, offrendo l’opportunità di un alloggio. 
Poi c’è la raccolta di offerte in denaro, attraverso un bonifico sul conto intestato a Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro emergenza rifugiati ucraini presso Bper Banca (corso Italia, 179 – Arezzo) IBAN IT16J0538714102000003557249, oppure in contanti direttamente presso la segreteria generale della Curia. La terza azione è quella che passa dalla raccolta - attraverso la Caritas diocesana di via Fonte Veneziana e quelle parrocchiali - di sacchi a pelo, asciugamani e coperte (imbustati), alimenti non deperibili, detersivi e prodotti per l’igiene personale e per i neonati e prodotti per l’infanzia.