Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Estra, dal Pd di Arezzo no alla sostituzione a tempo Grazzini - Macrì nel cda

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

E’ indetta per giovedì 10 marzo alle 15 la riunione dell’assemblea di Coingas per la nomina del commercialista Giovanni Grazzini nel cda di Estra. L’amministratore unico della spa dei comuni, Franco Scortecci, ha inviato la convocazione ai sindaci dei municipi soci subito dopo il disco verde del centrodestra al nome di Grazzini, scelto dal sindaco di Arezzo Ghinelli per sbloccare l’impasse in Estra. Una sostituzione a tempo, fino al 14 giugno o comunque fin quando il Tar deciderà sulle sorti di Francesco Macrì, che a novembre è stato esautorato del ruolo di presidente della società di gas e luce. “Questa operazione non è da condividere per il metodo usato”, dice perentoria Roberta Casini, sindaco pd di Lucignano. “Al territorio non servono traghettatori ma rappresentanti pienamente titolati a occupare l’importante ruolo, non a tempo come invece viene proposto”. L’accordo raggiunto nel centrodestra prevede che Grazzini dopo questi mesi lasci il cda di Estra sia nel caso che Macrì venga riabilitato dai giudici amministrativi, sia che venga confermata la decadenza. In quel caso, infatti, pare proprio che Fratelli d’Italia rivendichi un rappresentante di area politica, come lo era Macrì, interrompendo così questa fase tecnico-istituzionale incentrata su Grazzini, ex presidente dell’Ordine dei commercialisti. “Non mi esprimo sul valore del professionista” riprende Casini “ma è inaccettabile la logica spartitoria e la mancata condivisione di un passaggio che poteva vederci coinvolti, a anziché farci apprendere dai social la scelta del centrodestra e chiamarci ad avallarla”. I sindaci del centrosinistra si riuniranno oggi, ma intanto il segretario provinciale del Pd già stigmatizza il “mancato confronto istituzionale” sul tema Coingas ed Estra da parte del centrodestra “che preferisce una soluzione ponte per non affrontare il problema Macrì”. Una mossa, la scelta unilaterale di Grazzini, che non trova convergenza nel Partito democratico. “Ne prendiamo atto” dice Ruscelli “mentre è in corso un processo che ogni settimana riserva contenuti pesanti in base ai quali sarebbe anche necessario che l’amministratore di Coingas, Scortecci, si dimettesse per consentire un cambiamento”. Da parte sua Scortecci, al timone di Coingas in una fase di nuove progettualità, oltre la solita erogazione dei maxi dividendi di Estra, auspica invece una condivisione dell’assemblea intorno al nome del noto e stimato professionista Grazzini per avere al tavolo di Estra il necessario peso. La nomina nel cda (presidente resta Piazzi) è scontata: Arezzo ha il 45 per cento di quote in Coingas e con gli altri comuni del centrodestra la maggioranza è assicurata.