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Arezzo, il Castro usato come discarica: anche eternit tra i rifiuti. Ripulito dai volontari Ecotrekk

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Alessandro Bindi
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Il Castro trasformato in una pattumiera. Discarica a cielo aperto nell'alveo del torrente. Pescati rifiuti e scarti edili, compreso l'eternit, nel tratto lungo via Salvi Castellucci. 
Gli iscritti ad Ecotrekk, la pagina facebook curata da Stefano Concialdi che unisce mille concittadini accomunati dalla passione del camminare unita all’utilità di tenere pulito l’ambiente, si sono dati appuntamento alla Parata per raccogliere le lattine gettate nel torrente dagli incivili. 
L'iniziativa ecologica ha finito per far emergere dall'alveo i segnali dell'inciviltà. 
“Pensavamo” racconta Stefano Concialdi “che nel torrente ci fossero solo le lattine gettate da chi frequenta la zona per bivaccare. In realtà ci siamo trovati di fronte ad una discarica a cielo aperto”. 
I sette volenterosi aretini hanno infatti recuperato immondizia di ogni genere. “Al termine della raccolta” ricorda Concialdi “sono una quindicina i sacchi neri che abbiamo chiuso con all'interno i rifiuti raccolti”. 
Si tratta di cartoni di vino, bottiglie di alcolici e centinaia di lattine ma anche alcune siringhe compreso sacchetti colmi di spazzatura”. 
A quanto pare c'è chi utilizza il Castro come se fosse un cassonetto dell'immondizia. Ad aggravare la situazione c'è l'abbandono di materiale edile tra cui ferraglia, tettoie di eternit, tubi idraulici, gronde e un materasso. 
È la lunga lista del materiale ripescato, gettato dagli incivili che hanno pensato di compiere uno scempio anziché conferire correttamente i rifiuti. 

 

 

 

“Un comportamento impensabile” commenta Concialdi che aggiunge un incredibile dettaglio utile a capire l'entità del fenomeno e a rendere ancor più inquietante la pesca: “in quel tratto del Castro lungo viale Salvi Castellucci lungo solo una cinquantina di metri, eravamo già scesi lo scorso ottobre ed avevamo provveduto a ripulire completamente l'alveo”. 
È quindi evidente che sono bastate poche settimane per accumulare tanta sporcizia alimentata, a quanto pare, dallo stratificarsi di cattive abitudini. L'area è infatti frequentata da persone che sono solite bivaccare e probabilmente avvezzi a fare il lancio di bottiglie e lattine nel torrente dopo averle scolate. A questo comportamento incivile si aggiunge quello di chi di sicuro approfitta dell'area nascosta, appartandosi con i mezzi per scaricare nel torrente materiale edile. 

 

 

 

È del tutto evidente infatti che l'alveo del torrente Castro è utilizzato come un cestino a disprezzo del rispetto dell'ambiente e del decoro.
“Continueremo a monitorare l'area” puntualizza Concialdi “e se continueranno ad emergere rifiuti effettueremo un'altra tappa per ripulirla. È chiaro che serve anche una maggior sensibilizzazione per disincentivare certi comportamenti sbagliati. Gettare immondizia nel fiume è un gesto di inciviltà inaudita”.
Prezioso quindi il contributo di Ecotrekk impegnata nel promuovere iniziative ecologiche. 
In passato quelli di Ecotrekk hanno organizzato la pulizia dell'area di Castelsecco, di Ponte Buriano e del Pionta. Oltre alle iniziative collettive, sono molteplici le azioni compiute singolarmente. Gli iscritti alla pagina facebook agiscono anche in autonomia ripulendo angoli di territorio durante le camminate. 

 

 

 

Domenica 13 marzo è già prevista la tappa al parcheggio Pietri per spazzare via i rifiuti e le tracce di inciviltà seminate lungo le mura della Fortezza Medicea.