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Arezzo, attacco no vax all'Olmoponte per l'iniziativa a favore dei bimbi ucraini

Francesca Muzzi
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Attacco no vax alla pagina facebook dell’Olmoponte che ha offerto ai bambini ucraini la possibilità di giocare a pallone. Messaggi e commenti che seguono la notizia dell’iniziativa, sul profilo ufficiale della società, alcuni dei quali portano la firma di #sportnegato, pagina che rimanda ad un gruppo no green pass. 
"Un gruppo sportivo come l'Olmoponte Arezzo- si legge - non può fare niente contro la guerra se non accodarsi al coro di parole che da tutto il mondo condannano l'invasione russa dell'Ucraina. Possiamo però, fare qualcosa per alleviare il disagio e il dolore soprattutto dei più piccoli, per questo chiediamo aiuto, alle istituzioni, agli enti, alle associazioni, ai mezzi d'informazione, a chiunque si occupi di dare assistenza ai rifugiati di guerra. Non è molto quello che possiamo fare, si tratta di poca cosa di fronte agli orrori che tutti i giorni viviamo osservando ciò che succede nella nostra vecchia Europa”. E poi l’iniziativa: “Abbiamo deciso di aprire i nostri campi e i nostri corsi della scuola calcio e del settore giovanile ai bambini e bambine e ai ragazzi che hanno trovato o troveranno rifugio nella nostra zona. Le nostre strutture, ma soprattutto i nostri piccoli atleti, i nostri istruttori e i nostri allenatori sono pronti ad accogliere, nei limiti delle nostre possibilità quanti più bambini possibile. Noi non conosciamo nessuno che si occupi di questo, facciamo appello a tutti, perché queste poche parole arrivino a chi si occupa di dare accoglienza ai rifugiati dalla guerra, contattateci, noi siamo qui pronti a far passare un po' di tempo a questi bambini, per fare in modo che almeno in queste poche ore di sport che possono passare da noi, possano dimenticare gli orrori della guerra, sperando che altre associazioni sportive si associno alla nostra iniziativa”.
Ma l’iniziativa è stata subito criticata da gruppi no vax. In molti scrivono: “Bellissimo il gesto....ma quando aprirete i campi anche ai bambini italiani discriminati?” “I bambini e ragazzi italiani che non possono fare sport perché non hanno green pass devono essere discriminati mentre agli ucraini è permesso”, commenti che il più delle volte terminano con “vergogna”, rivolti alla società sportiva. Salvatore Di Bella è il direttore della scuola calcio dell’Olmoponte ed è particolarmente dispiaciuto per quanto sta accadendo, ma di una cosa è sicuro: “Noi andremo avanti. Non ci facciamo spaventare da nessuno”. “Anche perché - chiarisce - i bambini e ragazzi rifugiati di guerra che eventualmente verranno all'Olmoponte, saranno sottoposti alle stesse norme, protocolli e leggi, che regolano la presenza di qualsiasi atleta italiano o no. L'Olmoponte società iscritta alla Figc deve rispettare le leggi dello Stato e le regole e protocolli stabilite dalla propria Federazione. Solo facendo così abbiamo potuto garantire, in questo periodo, per la quasi totalità dei bambini un'attività sportiva quasi del tutto regolare. Siamo oltremodo dispiaciuti e solidali con i ragazzi, che per le scelte rispettabilissime dei genitori, non possono accedere a fare sport con i propri compagni”. Del resto, proprio due domeniche fa, gli “esclusi” per il green pass giocarono una partita al campetto dell’oratorio di Staggiano. 
Sulla vicenda Olmoponte interviene anche l’assessore comunale allo Sport, Federico Scapecchi: “Sono al corrente di quello che è successo e vorrei dire che elogio in pieno e appoggio l’iniziativa importante e bellissima che ha fatto l’Olmoponte. Anzi, mi auguro che altre società di calcio seguano lo stesso esempio e che aprano le porte ai bambini dell’Ucraina”.