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Arezzo, lavoro: gruppo Gfi non trova dipendenti. Call center, negozi e altri profili

Fulvio Bernacchioni
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Manca il lavoro, la disoccupazione è in aumento ma ci sono anche aziende che stentano a trovare personale. Almeno questo sembra emergere dalle parole di Roberto Vasarri, presidente del gruppo Gfi, da anni operativo in tutto il Valdarno nel settore della telefonia e non solo.

“Il mondo del lavoro -afferma Vasarri - è diventato un circolo vizioso che sfiora il paradosso: coloro che cercano lavoro non lo trovano, mentre chi cerca personale non lo trova”.

Parole nette che mettono a nudo le difficoltà affrontate dal gruppo nel campo della ricerca del personale. Il gruppo Gfi, composto da molteplici aziende, da oltre trenta anni leader nel settore dell’It della telefonia e dell’energia, da tempo recluta figure aziendali da inserire nel proprio organico, anche nell'ottica di nuovi progetti d’investimento, non solo in Toscana, ma anche nelle regioni limitrofe.

Sempre Vasarri, recentemente insignito del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica, spiega: “Stiamo cercando personale, di qualsiasi fascia di età, soprattutto giovani disposti a mettersi in gioco e crescere professionalmente. Nonostante gli investimenti sulla ricerca del personale, le candidature sono pochissime. Molte società del nostro gruppo - aggiunge il presidente - sono alla ricerca di profili da inserire nell’organico aziendale, addetti per i negozi, personale per il call center, agenti di vendita, ai quali siamo in grado di garantire crescita e formazione continua”. Per il momento, quello della crisi del lavoro, sembra essere un problema che non trova soluzione.

A conferma delle difficoltà incontrate nell'implementazione dell'organico interviene Serena Delfi, amministratrice di Iper Agent, una delle società del gruppo: “Nell’ultimo anno siamo stati costretti a interrompere alcune attività per mancanza di personale. Non vorremmo dover pensare che lo Stato sia troppo assistenzialista nei confronti dei non occupati, che perdono interesse nel ricercare lavoro. Spesso si sente parlare di compensi bassi e di tasse elevate, per cui è meglio far richiesta del reddito di cittadinanza. Ai nostri collaboratori offriamo contratti consoni all’attività svolta con possibilità tangibile di crescita professionale all’interno del gruppo”. 

Quali sono i profili lavorativi che non riuscite a trovare?

“Se una volta era difficile reperire personale per i call-center, ultimamente facciamo fatica anche a trovare persone da inserire nei negozi.”

Lo stipendio non è appetibile?

“Noi offriamo i parametri previsti dal contratto nazionale di lavoro. Ma la cosa singolare è che abbiamo difficoltà a trovare persone che vengano a fare un colloquio. A questo punto mi domando perché un disoccupato non prova neanche a fare un colloquio? Una volta per selezionare una persona riuscivi ad esaminare una decina di candidati ed anche più. Oggi quando va bene riusciamo a fare due o tre colloqui.”

Torno alla domanda precedente. Gli stipendi bassi possono scoraggiare?

“Sicuramente questo fatto influisce. Però è anche vero che il costo del lavoro per l'azienda è molto alto; pensi che l'importo netto di una busta paga, per l'azienda, rappresenta circa la metà del costo effettivo di un dipendente. Difficile in questa situazione aumentare gli stipendi. Dove possiamo e le leggi lo permettono utilizziamo le provvigioni per cercare di portare dei benefici ai collaboratori.”

Quante persone state cercando?

“Non si tratta di un numero. La ricerca - conclude l’amministratrice Delfi - è continua e certi progetti prenderanno il via solo se saremo in grado di trovare personale disposto ad impegnarsi ed a mettersi in gioco.”