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Arezzo, indagano sulla scomparsa di Paola Casali e trovano pistola con matricola abrasa: due a processo

Luca Serafini
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Una Beretta calibro 7.65 di provenienza ignota con segni distintivi e matricola abrasa. E’ stata trovata l’anno scorso nelle disponibilità di un uomo residente in provincia di Arezzo che ora è nei guai insieme al carabiniere che gliela avrebbe ceduta anni prima: entrambi rinviati a giudizio con processo fissato per maggio. 
Una vicenda tutta da chiarire, emersa nel corso delle indagini riaperte dalla procura di Agrigento sul delicato caso di una donna scomparsa in Sicilia nel 2011, Paola Casali. E’ stato proprio nell’ambito dei nuovi accertamenti sul “cold case” che gli inquirenti hanno rinvenuto la pistola ad una persona che quando la siciliana, 49 anni, sparì nel nulla, ne era amico e la frequentava.

Sulla oscura vicenda, va precisato, non ci sono indagati. Tuttavia fu durante quella attività sollecitata dall’associazione Penelope, che si batte per i casi di persone scomparse, che spuntò la Beretta. Da quanto ricostruito dalla procura di Arezzo con il procuratore Roberto Rossi titolare del caso, la pistola era stata oggetto di un passaggio di mano avvenuto nel 2017 dal carabiniere all’uomo. Ieri dinanzi al gup Claudio Lara si è celebrata l’udienza preliminare, con i due imputati difesi dall’avvocato Sabina Senatore (per il carabiniere) e Roberto Marinelli (per l’uomo). Sono stati rinviati a giudizio. Non hanno chiesto riti alternativi per affrontare il dibattimento e spiegare le loro ragioni.

Pare che il militare - nel frattempo trasferito in altra sede - sia un appassionato di armi e la cessione sarebbe avvenuta in un contesto che, secondo la difesa, non costituirebbe alcunché di grave e tantomeno agganciato alla vicenda della scomparsa avvenuta in Sicilia undici anni fa. Pure l’uomo ha la sua linea difensiva e sarà il giudice monocratico a maggio ad occuparsi della vicenda. Si procede per l’ipotesi di reato della ricettazione - perché, sostiene la procura, avrebbero entrambi avuto consapevolezza di una provenienza delittuosa della Beretta - e per la detenzione illegale di arma. Tutto da dimostrare, ovviamente.

Quanto alla vicenda della donna scomparsa, era il dicembre 2020 quando se ne tornò a parlare. Un caso affrontato anche dal programma televisivo Chi l’ha visto?. Partita per una vacanza, la 49enne siciliana non tornò più a casa. Le figlie non hanno mai creduto all’allontanamento volontario. La riapertura del caso - chiuso nel 2014 senza esito - fu chiesta e ottenuta dalle figlie con il supporto dell’associazione Penelope di cui è presidente l’avvocato Nicodemo Gentile che nel nostro territorio si è occupato anche del giallo di Guerrina Piscaglia, la donna sparita da Cà Raffaello il primo maggio 2014, con sentenza di condanna definitiva (25 anni per omicidio e occultamento di cadavere) inflitta a padre Gratien Alabi, sacerdote congolese. 

Casalinga e mamma, Paola Casali svanì nel nulla il 20 febbraio 2011. Si era lasciata con il marito e aveva iniziato una nuova vita, nuove relazioni. A Licata, in Sicilia, l’ultima traccia. Poi nulla per undici anni. Tra le varie attività di indagine svolte dagli inquirenti della procura di Agrigento ci sono anche quelle sviluppate in Toscana e quindi in provincia di Arezzo. Un lavoro capillare fatto di attenti riscontri e valutazioni anche dei minimi dettagli che possono rivelarsi decisivi, dal quale è sortita la pistola con matricola abrasa che, anche se scollegata dal giallo, per la procura è oggetto di reato.