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Addio a Romano Marchesini: la bicicletta, il malore. Cordoglio del Ct Daniele Bennati: "Perdo un amico"

Luca Serafini
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E’ morto in bicicletta e la bicicletta è stata la sua vita. Romano Marchesini, ex corridore e poi allenatore di giovani atleti, avrebbe compiuto 60 anni a settembre ma ieri mattina il suo cuore si è fermato mentre pedalava, come ogni giorno. Si è accasciato sul ciglio della strada, al Campaccio di Cortona. Momenti drammatici. Il massaggio cardiaco praticato dai primi soccorritori, l’arrivo dell’ambulanza, il tentativo di tenerlo in vita con il moderno dispositivo Lucas applicato al torace. Poi il viaggio verso le Scotte di Siena. Tutto inutile.

 

 

 

 

Era partito da Castiglion Fiorentino, dove abitava, per il consueto giro. La notizia della morte di Romano Marchesini si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno. Conosciutissimo nell’ambiente ma familiare per tutti, sempre a percorrere le nostre strade in sella: da solo, in compagnia o da istruttore con gruppi di allievi.

“Atleta di buon livello fino ai dilettanti poi dirigente del GS Arezzo Bike e allenatore molto stimato”, ricorda il comitato provinciale della Federazione ciclistica italiana in un messaggio di dolore. “Un personaggio del ciclismo aretino, conosciutissimo insieme alla famiglia Marchesini sempre impegnata nel ciclismo di base: i giovanissimi”. La bici vissuta e amata fin da piccolo sulla scia del babbo Silvano, scomparso diversi anni fa, e condivisa con il fratello Maurizio e la sorella Katia. Dopo l’agonismo su strada,

 

 

 

Romano è stato anche tra i precursori della mountain bike, quindi cicloamatore ma soprattutto allenatore di baby corridori. Lo vedevi in giro con i suoi piccoli pedalatori come la chioccia con i pulcini: gruppetti educati allo sport, alla competizione, alla vita, al rispetto di sé e degli altri. Ora in tanti lo piangono. Tra le schiere di giovani cresciuti con lui si possono citare Francesco Addeo, Manuel Pesci e i nipoti Riccardo e Giulia, arrivati tra i professionisti, figli di Maurizio. Romano, Maurizio e Katia, tre fratelli unitissimi e appassionati delle due ruote, che la scorsa estate hanno perso l’amata mamma Marisa.

 

 

 

Il sindaco Mario Agnelli, appresa la brutta notizia, ha espresso sui social la sua commozione: “E’ quasi impossibile non averlo visto nelle strade della nostra provincia al seguito dei suoi tanti allievi sulle due ruote che ha cresciuto e forgiato come fossero stati tutti suoi figli”, scrive Agnelli. “Un vero amante dello sport, appassionato istruttore delle due ruote con pochi eguali: mitezza e tenacia. Per la famiglia, per tutto il modo del ciclismo, per Castiglion Fiorentino, una perdita dolorosa e incolmabile, con quest'ultimo viaggio di Romano che non poteva non terminare in sella ad un bicicletta”. Cordoglio anche dell’Asd Ciclisti Castiglionesi.

La Federazione ciclistica aggiunge: “I ragazzi per lui erano come figli, sempre pronto a risolvere qualsiasi problema dando loro il massimo della sua esperienza. Il nostro pensiero va ai familiari. Riposa in pace Romano mentre pedali lassù verso il cielo”.

Con il groppo alla gola il Ct della Nazionale di ciclismo, l’ex campione Daniele Bennati, compaesano di Marchesini: “Perdo un grande amico. Mi ha informato Riccardo, il nipote, mentre ero in viaggio per Milano. Incredibile. Con Romano abbiamo fatto tantissimi chilometri insieme fin da quando ero dilettante. Conservo bellissimi ricordi. Sono sgomento. Era una persona di cuore e un esperto di ciclismo. Mi mancherà”. A Castiglion Fiorentino si attende il trasferimento della salma da Siena per la camera ardente e l’ultimo saluto. Il Corriere di Arezzo si unisce al dolore dei familiari di Romano Marchesini.