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A Cortona apre un altro albergo per i profughi dell'Ucraina

Francesca Muzzi
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Arezzo chiama, Cortona risponde. L’hotel ristorante Farneta è il quarto che ha dato la propria disponibilità ad accogliere i profughi ucraini. I primi tre sono tutti in città: Etrusco, Continentale e Minerva. “Ma per il momento, da Arezzo non ci sono state altre adesioni”, sottolinea Roberto Comanducci presidente albergatori di Confcommercio. Le adesioni arrivano invece dalla Valdichiana, dove l’albergo di Farneta, ha deciso di accogliere i profughi, in caso ce ne sia necessità. “Abbiamo dato disponibilità per circa 10 persone - sottolinea il titolare Riccardo Bianchi - Lo abbiamo fatto, perché pensiamo che in questi momenti non possiamo voltarci dall’altra parte. Così abbiamo detto sì”. Salgono dunque a quattro le strutture che possono accogliere i profughi in caso di necessità. Si tratta di prima accoglienza, vale a dire ospitalità nelle prime 48-72 ore dal loro arrivo. La possibilità di impiego di queste strutture arriva solo nel momento in cui ci sia esaurimento dei posti nei centri di accoglienza straordinaria, che rimangono la destinazione stabilita per coloro i quali, provenienti dalle zone di guerra, non possano essere accolte da rete parentale o di prossimità. Le strutture che hanno aderito, avranno un rimborso dalla Regione Toscana come accadeva, per gli alberghi sanitari. Un sì che va a coincidere con l’arrivo delle festività pasquali e dell’inizio della stagione turistica. Come sono le previsioni in questo senso? “L’anno scorso, in estate, abbiamo lavorato tantissimo - dice Bianchi - ed anche quest’anno abbiamo periodi dove l’albergo è già pieno”. Caso mai c’è un altro problema per il settore alberghiero e della ristorazione: “Non riusciamo a trovare personale. Sia noi che altri colleghi abbiamo difficoltà a reperire camerieri, cuochi, aiuto cuochi”. “Si vede che adesso c’è meno bisogno di lavorare, perché è quasi impossibile riuscire a trovare il personale”. 
Intanto sul fronte profughi la cabina di regia che nel capoluogo vede la presenza attiva della fondazione Arezzo Comunità continua il suo lavoro per cercare di dare sistemazione alle persone.
Alcuni hanno trovato posto presso le case di familiari grazie ai vari ricongiungimenti. Per gli altri,. cioè per coloro che accolgono persone di nazionalità ucraina in fuga dal conflitto, vige l’obbligo di segnalare la presenza alle autorità entro 48 ore. E intanto l’associazione albergatori attende altre conferme dagli alberghi cittadini e della provincia.