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Arezzo, con Antonio Zucchi se ne va un gigante dell'oro. Commozione e riconoscenza da Unoaerre, mondo economico e città

Alessandro Bindi
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Imprenditoria orafa aretina e mondo economico cittadino in lutto per la scomparsa del commendatore Antonio Zucchi, imprenditore dell’oro, figlio di Carlo, lo storico fondatore nel lontano 1926, assieme a Leopoldo Gori, di UnoAerre, la prima azienda orafa della città.

Il decesso risale a venerdì ma la notizia è giunta solo dopo i funerali, svolti in forma strettamente privata. Antonio Zucchi se ne è andato all’età di 81 anni con la riservatezza che lo ha sempre contraddistinto e accompagnato durante la vita. Oltre ad essere imprenditore e amministratore di UnoAerre, negli anni Novanta era stato presidente di Assoindustria Arezzo e di Federorafi nazionale.

Una figura di spicco e di grande professionalità che ha legato il suo nome all’azienda aretina di preziosi leader mondiale. Ad Arezzo Zucchi è praticamente sinonimo d’oro e Antonio aveva l’oreficeria nel dna. L’ex titolare aveva raccolto assieme a Vittorio Gori il testimone dei fondatori intorno agli anni Sessanta proseguendo e consolidando una lunga tradizione di arte orafa.

Seppur figlio d’arte, il padre Carlo non gli aveva risparmiato la gavetta. A 18 anni, infatti Antonio Zucchi, giovanissimo, andò a lavorare in Germania come operaio in una ditta orafa. “Per farmi le ossa e con lo scopo di uscirne con la schiena dritta” aveva raccontato alcuni anni fa intervistato dal Corriere di Arezzo. La città perde quindi un anello di una famiglia che ha generato la moderna oreficeria, nazionale e internazionale.

“La notizia della scomparsa del commendator Antonio Zucchi” le parole di cordoglio della presidente di UnoAerre Maria Cristina Squarcialupi, “ci ha raggiunti durante la fiera di Vicenza, un luogo in cui ancora risuona il suo nome. Il senso di vuoto che ci lascia è parso quindi amplificato da questa coincidenza così come accade quando si perde una persona di famiglia. Tutta Arezzo deve qualcosa alla famiglia Zucchi. Le comunità della UnoAerre e Chimet le devono una parte importante della loro storia. Con Antonio scompare un pezzo di queste comunità ed anche un pezzo della città. La mia famiglia, insieme a UnoAerre e a Chimet, si unisce con profondo affetto alla famiglia Zucchi in questo momento dì dolore”.

Parole di stima e di cordoglio arrivano anche da Fabrizio Bernini presidente di Confindustria Toscana Sud: “Se ne è andato il figlio di uno dei capostipiti dell’oreficeria aretina. Un imprenditore che ha seguito le orme del padre continuando a credere nell’oreficeria investendo anche in momenti difficili. Una grande persona per Arezzo e per il settore orafo nel mondo che ha contribuito con la sua esperienza e professionalità a creare la cultura dell’oro. Antonio Zucchi è stato anche presidente nazionale degli orafi e per quattro anni presidente di Confindustria impegnandosi per lo sviluppo delle aziende del nostro territorio”. 

Anche il sindaco Alessandro Ghinelli ha espresso parole di cordoglio dichiarandosi “sorpreso e profondamente addolorato. Il nome di Antonio Zucchi è legato in maniera indissolubile alla nostra città, simbolo della sua crescita e del suo sviluppo moderno. Gori & Zucchi prima, UnoAerre oggi, sono i marchi più distintivi e caratterizzanti di un settore del quale a pieno titolo Arezzo è leader”.

Tanti i ricordi anche personali. “Con il commendator Zucchi” racconta Ghinelli “ho avuto modo di scambiare riflessioni e opinioni legate al nostro sistema produttivo e ho sempre riconosciuto in lui una persona di grande concretezza e pragmatismo. Personaggio schivo e discreto, ha passato momenti delicati per sé e per l’azienda che guidava, sempre affrontati a testa alta e con coraggio”.

Resta l’amarezza dell’addio. “Con lui” aggiunge il primo cittadino “se ne va un altro pezzo di storia di Arezzo, ma di lui rimane non solo il ricordo, ma una impronta significativa del tessuto produttivo d’eccellenza della nostra città. All’amica Carla, ai figli, alla famiglia, la mia più sincera vicinanza e le condoglianze per mio tramite anche dell’intera città”.