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Arezzo, servono operai orafi specializzati, cuochi e camerieri. "Ma il personale non si trova"

Francesca Muzzi
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Orafi e settore ristorazione. Oltre ad elettricisti e quanto altro. La ripresa del lavoro è in fermento e soprattutto ad Arezzo, città dell’oro, ma anche del turismo, ci sono due settori che hanno ricominciato a cercare figure professionali. Quello della ristorazione è molto attivo: quattro ristoranti su dieci sono alla ricerca di personale. Laura Belardini dell’agenzia Etjca spiega il perché: “Arezzo, specialmente in questi ultimi anni, è rinata sotto il profilo turistico. D’inverno grazie ai mercatini di Natale e d’estate soprattutto per i periodi legati alla Giostra del Saracino, agli eventi in generale e alla sua bellezza culturale e monumentale. Solo che il turista, dopo avere visto i monumenti, ha piacere di degustare le nostre prelibatezze culinarie. Ed è naturale quindi che in un ristorante ci sia bisogno di più camerieri, cuochi, aiuto cuochi e pizzaioli”. Del resto, basta sfogliare le pagine Facebook dove ogni giorno vengono riportati tantissimi annunci di ricerca di personale. Ma perché è così difficile reperire lavoratori? Federico Vestri, presidente provinciale dei ristoratori Confcommercio risponde: “Nei due anni di pandemia, quando siamo rimasti chiusi, la gente ha cercato di guardare altrove di fare altri lavori e oggi con la riapertura e la ripresa ci troviamo a corto di personale”. “E a questo aggiungiamoci – continua Laura – che il lavoro che si svolge prevalentemente nel fine settimana, in pochi, oggi, lo vogliono fare”. Ma non c’è solo la ristorazione ad essere in fermento. “In generale – dice ancora la responsabile dell’ufficio aretino di Etjca – il mondo del lavoro è ripartito. Le aziende cercano manodopera, soprattutto operai, addetti alle pulizie, ma anche orafi. Figure specializzate”. È questo uno degli indicatori, se vogliamo, anche più importanti. Cioè il settore orafo. Dall’agenzia di Arezzo, Adecco, specificano: “C’è un trend fortissimo per quanto riguarda il settore orafo. Vengono richiesti soprattutto profili specializzati come per esempio saldatori”. Orafi, ma anche altro come dicono all’agenzia Job Italia: “Se ci spostiamo in Valdarno la richiesta è per il settore tessile, pelletteria, moda. In generale sono richiesti poi metalmeccanici come saldatori ed elettricisti figure che ce ne sono sempre meno”. Ed ecco anche il proliferare di corsi di formazione. Anche a Job Italia confermano invece la carenza di personale per quanto riguarda il settore della ristorazione: “La gente non vuole più lavorare nel fine settimana, questo è uno dei motivi per i quali il personale non si trova”. Così come, dicono tutti, “il reddito di cittadinanza, ha abbassato la ricerca di lavoro, oppure il fatto che quasi nessuno si vuole allontanare da casa”. Però nonostante il luogo comune “c’è crisi”, il lavoro, chi vuole, lo trova”. “Le persone – conclude Laura – devono avere la volontà di rimettersi in gioco e credere nelle loro potenzialità, senza abbattersi e affidandosi alle società specializzate oltre ai centri per l’impiego affinché la loro ricerca di un posto di lavoro, possa risolversi nei tempi più celeri. Ma questi segnali di ripresa e vitalità fanno ben spe