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"Giardino gestito da spacciatori. Qui si vende la morte". Volantini ad Arezzo nell'area verde accanto alla scuola

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“Giardinetto comunale gestito da spacciatori e drogati. Fate attenzione: vendita di morte”. 
Sta scritto in uno dei volantini “fai da te” appesi alla rete metallica che delimita lo spazio verde in via Vespucci. Ce ne sono alcuni, tutti dello stesso tenore, affissi da qualche residente esasperato.

“Ecco il posto dove si vende la morte. Proprio qui avviene lo spaccio di m... accanto a questa scuola”. Ci troviamo infatti ad un passo dal cortile della scuola per l’infanzia Rodari, luogo che richiederebbe altre frequentazioni e tutele. Il quadrilatero verde è compreso tra via Vespucci, via Andrea Doria, viale Cristoforo Colombo, e via del Vingone. 
I messaggi su fogli di carta bianca formato A4, realizzati con computer e stampante, avvertono, sarcastici: “Giardino controllato e sorvegliato da spacciatori”. Come a indicare un pezzo di città senza controllo, senza legge, senza rispetto.

 

 

 

Siamo dalle parti del Maccagnolo, non distanti dal San Donato e vicino a Saione. Un’area residenziale, con strutture sociali e appunto spazi verdi. Come questo che però, a leggere quanto i cittadini esprimono sulla bacheca improvvisata e a quello che si borbotta in giro, serpeggia più o meno esternato, il disappunto. Il giardino è utilizzato per scambio di sostanza stupefacente e anche per “farsi”: questo il problema.

All’insicurezza, per di più a ridosso degli spazi di un ambiente educativo per bambini piccoli, si aggiunge quello del decoro. Che scarseggia. L’area verde e con piante, potrebbe essere valorizzata, un polmoncino per l’outdoor di vicinato, invece attraversarla espone a qualche rischio, anche se si passa con il cane al guinzaglio o si usa come scorciatoia per andare in centro o tornare a casa. Anche sedersi nelle panchine, poi, non concede il giusto rilassamento che sarebbe lecito attendersi.

 

 

 

Se poi succede che piove - evento atmosferico che per la verità manca da un po’ di tempo - ecco allora, ci segnalano, che il luogo diventa un acquitrino. Nonostante questo, le condizioni di scarso livello di decoro, vanno bene anzi benissimo, a quei frequentatori che rientrano nella schiera dei “sospetti”. 

Rimanendo in zona, via del Vingone, sta cambiando aspetto con il cantiere per realizzare le nuove ciclopiste e la riqualificazione con i marciapiedi. Ma ad un soffio, tra la vegetazione, si annida il degrado. E tra i residenti è scattata l’iniziativa: affiggere cartelli anti spaccio, per vedere se qualcosa migliora. 

Lu.Se.