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Il sindaco di Codogno dopo lo striscione invita Capolona e Subbiano: "Facciamo la partita dell'amicizia"

 Francesco Passerini, sindaco di Codogno

Francesca Muzzi
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“Invito le due società a venire a Codogno. Facciamo una partita in amicizia. Perché noi alle parole indegne rispondiamo con i fatti”. Francesco Passerini, sindaco di Codogno, replica così allo striscione apparso domenica scorsa prima del derby Capolona Quarata-Subbiano. Pochi minuti, ma quanto bastano per leggere “Abbiamo un sogno. Subbiano come Codogno”. Una scritta che ha scatenato lo sdegno in primis delle due società, poi dei due sindaci - Mario Francesconi di Capolona e Ilaria Mattesini di Subbiano - fino a tutto il mondo del calcio, compreso il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete. Oggi è il primo cittadino del paese - Codogno appunto - tirato in ballo dalla mano dello “pseudo tifoso”, come lo ha definito il sindaco di Capolona, che nel febbraio del 2020 registrò il primo caso di Coronavirus e che, ben presto, suo malgrado, divenne il simbolo della prima ondata e la prima zona rossa istituita in Italia. Il tributo che ha pagato Codogno al Covid è altissimo: basti pensare che solo a marzo del 2020 la popolazione pianse 156 morti. “Noi siamo il paese della resilienza”, sottolinea il sindaco Passerini, al suo secondo mandato - è stato rieletto nell’ottobre 2021 - che guida una comunità che ha sofferto, ma che oggi, rialza la testa e va avanti più determinata che mai. “Quando un paese viene paragonato al nostro, c’è di che essere orgogliosi”, sottolinea quasi a volere rispedire al mittente quello striscione che definisce: “vergognoso per il contenuto e per il messaggio, ma soprattutto carente di quella che è la storia della nostra comunità e la storia che l’ha colpita. Siamo il paese della resilienza e della ripartenza durante una sofferenza che ha colpito per prima una comunità che non ha avuto nessuna colpa”. “Per questo non esiste nessun nesso logico su quanto scritto, anzi, vorrei fare di più”. Ed ecco la proposta del sindaco: “Invito le due società sportive che sono sicuro, anzi ne sono certo sono lontane anni luce da certe situazioni, per un bel confronto sportivo con le nostre squadre di calcio, sotto il segno dell’amicizia e della comunità e magari sarà anche l’occasione di conoscere la nostra comunità e il nostro territorio”. “Penso - prosegue Passerini - che dobbiamo rispondere con i fatti a degli altri fatti che oltre alla censura devono solo raccogliere l’unanime sdegno, perchè certe parole e certe frasi a volte sono come pietre. Ma, ribadisco, in questo contesto credo che sia stato fatto un complimento alla squadra avversaria, non di certo un’offesa se era lo scopo di chi ha scritto quel vergognoso striscione. Credo che abbia fallito anche in questo”. E lunedì dopo l’incontro tra le due amministrazioni comunali e le due società sportive di Capolona e Subbiano è stata diramata la nota congiunta: “L’amministrazione comunale di Capolona, la Asd Capolona Quarata, congiuntamente all’amministrazione comunale di Subbiano e alla Marino Mercato Subbiano, esprimono la propria condanna al messaggio contenuto nello striscione che ha indignato profondamente le nostre comunità. Il sostegno alla propria squadra non deve mai trasformarsi in un’offesa alle persone e alla loro dignità. Arrivare ad evocare tragedie dolorose come quella vissuta da Codogno, dall’Italia e dal mondo intero, ha profondamente turbato le nostre comunità. Lo sport ha lo scopo di educare i giovani alla socialità, al rispetto e alla sana competizione, pertanto prendiamo le distanze da chi ha infangato l’onore dei nostri due paesi. Esprimiamo la nostra vicinanza alla cittadinanza di Codogno e siamo mortificati per quanto accaduto”.