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Arezzo, Coingas divide 3 milioni tra i comuni. Ghinelli convoca maggioranza. Estra, Grazzini nel cda

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Luca Serafini
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Il sindaco Alessandro Ghinelli ha convocato per mercoledì 20 aprile la maggioranza di centrodestra con tema dell’incontro le partecipate Coingas, Nuove Acque e Arezzo Casa. Sono infatti in scadenza le nomine dei vertici e vanno prese rapidamente decisioni condivise. Uno snodo importante dove le ragioni politiche, con gli equilibri da rispettare, vanno coniugate alle esigenze tecniche-manageriali. I riflettori sono proiettati in particolare su Coingas un po’ per le note vicende (processo in corso, si riparte il 19 con i sindaci dei comuni testimoni) e molto di più per lo spessore della spa che si accinge a distribuire oltre 3 milioni tra i Comuni soci. 

L’amministratore unico Franco Scortecci ha convocato per il 29 aprile l’assemblea dedicata proprio al bilancio, ai dividendi e, appunto, alla nomina del nuovo amministratore unico. Sarà di nuovo lui?
Tutto lascia supporre che si vada verso un bis dell’attuale amministratore, che gode della fiducia del sindaco e che dovrebbe ottenere la blindatura della maggioranza. Scortecci entrò in via Cocchi il primo febbraio 2019 al posto di Sergio Staderini, prima della tempesta giudiziaria sulle consulenze d’oro. Scortecci (che è nel processo tra gli undici imputati con lo stesso Ghinelli) ha acquisito esperienza, buoni rapporti con Estra, ha accompagnato la fase di innalzamento dei dividendi, rimesso a posto i conti della spa, gettato le basi per nuovi progetti. 

Di certo sul suo nome si registrerà un fuoco di fila da parte del centrosinistra, che invoca discontinuità netta con il passato. Intanto però al tavolo di Coingas tutti i comuni soci della vecchia società del gas si apprestano ad avere la propria fetta di torta in base alle quote di partecipazione. Nel 2014 da Estra arrivava a Coingas neanche mezzo milione, per il 2021 sono stati 4,4 i milioni girati dalla partecipata, colosso del gas e della luce. Un risultato legato all’andamento del mercato, alle radici di Estra nei territori, ma che i manager aretini in Coingas e in Estra possono rivendicare. In base ad una precisa strategia, un milione e 300 mila euro circa è stato già preventivamente destinato ai soci nella annualità del 2020, sofferente per il lockdown, portando in quel modo a tre i milioni distribuiti. 

Con questa operazione, anche adesso saranno disponibili altri tre milioni abbondanti, dei quali circa 1,4 appannaggio del comune capoluogo Arezzo che possiede il 45 per cento delle quote in Coingas. A scalare, poi, soldi a pioggia a tutti gli altri municipi soci, in proporzione, con indubbi e benefici effetti sulle casse. I dividendi che verranno definiti il 29 aprile con l’assemblea di approvazione del bilancio, saranno concretamente nelle disponibilità dei comuni a cavallo tra fine anno e inizio anno nuovo.

Intanto suona la campanella della convocazione del sindaco Ghinelli che chiama nel suo ufficio Ora Ghinelli, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia. Dopo la fase incandescente dei rapporti, culminata con l’interrogazione leghista sugli eventuali incarichi in Estra da parte di consiglieri comunali, il clima si è rasserenato. Dalla nuova pax a Palazzo Cavallo dovrebbero sortire i presupposti per l’intesa sulle nomine con voci insistenti sul ruolo guida di Nuove Acque, sfilabile al centrosinistra, ad un alto esponente in quota Lega. Assemblea verità il 10 maggio.

ESTRA

E’ il giorno di Giovanni Grazzini. Si riunisce oggi il consiglio di amministrazione di Estra impegnato in questi giorni su due fronti: il rinnovo dei bond per un controvalore da 80 milioni circa e l’innesto del rappresentante di Arezzo nel cda. Proprio il passaggio finanziario, che arriva al termine di un percorso complesso fatto di prospetti e step, ha rallentato l’ingresso del commercialista aretino. Un cammino, quello per i bond, che non poteva essere interrotto tecnicamente da mutazioni nella compagine del stesso consiglio di amministrazione.

Ora che l’operazione è stata portata a termine scatta il semaforo verde per Grazzini, rimasto in panchina per oltre un mese. Era il 10 marzo quando l’assemblea di Coingas votò a maggioranza il nome del commercialista per riempire il posto rimasto vuoto nella stanza dei bottoni di Estra dopo che a novembre Anac aveva dichiarato inconferibile l’incarico assunto nel 2016 da Francesco Macrì. Questione giuridica complicatissima, che a giugno sarà dipanata da chi di competenza, ovvero i giudici amministrativi: fissata un’attesissima udienza dinanzi al Tar del Lazio per valutare nel merito il ricorso presentato da Macrì.

Lo stimato commercialista Grazzini era stato scelto dal sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli proprio per dare rappresentatività alla parte aretina di Estra, alla pari di Prato e Siena. Attendere altro tempo ancora per l’insediamento, scivolando di ulteriori settimane, avrebbe reso inutile e incomprensibile l’operazione per cui in Estra (presidente è Alessandro Piazzi) è stato deciso di procedere con cooptazione da parte del cda, oggi, e successiva ratifica in assemblea. Cosa succederà poi il 14 giugno chissà chi lo sa.

Se Macrì vince al Tar, torna in sella nel suo posto in Estra con Grazzini che esce di scena. Se Macrì resta fuori, con sentenza del Tar, è lecito attendersi che Fratelli d’Italia, partito che esprime Macrì, ponga sul tavolo della maggioranza di centrodestra che governa Arezzo, e sul tavolo regionale, il tema della sua rappresentanza. Ma facciamo un passo alla volta. Oggi Grazzini entra nel cda di Estra dove, da novembre scorso, non c’era più un aretino.