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Medioetruria, balzo in avanti della petizione: raccolte 4.120 firme

Marco Antonucci
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Sono 4.120 le firme raccolte dal Comitato per chiedere la realizzazione di una stazione dell’alta velocità nell’Aretino, ma l’obiettivo è di arrivare almeno a cinquemila prima della fine di maggio. Nel giro dell’ultima settimana alle 3.800 raccolte se ne sono aggiunte più di trecento, un balzo in avanti che spinge chi ha dato vita a questo Comitato - in primis il presidente Matteo Galli - a premere ancora di più sull’acceleratore. La volontà è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica aretina per arrivare a portare, sui tavoli istituzionali, una proposta che sia forte di un solido consenso popolare. Volantinaggio e incontri: in questi ultimi giorni l’attività del Comitato non si è fermata. La campagna di sensibilizzazione ha portato i rappresentanti del sodalizio, nato per volontà di Galli, giovane ingegnere aretino che vive tra Bruxelles (dove lavora) e Arezzo, all’Equestrian e alla stazione ferroviaria del capoluogo, ma anche ad incontrare l’ex assessore regionale alle infrastrutture e oggi capogruppo consiliare del Pd in Regione, Vincenzo Ceccarelli, e il sindaco di Città di Castello Luca Secondi. 

 

 

La richiesta di poter avere un incontro con il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è partita da tempo mentre va avanti il confronto con il Comune di Arezzo e l’amministrazione provinciale. “Il territorio sta rispondendo molto bene” sottolinea Matteo Galli, “gli aretini sono d’accordo con la nostra proposta, anche se ci rendiamo conto che ancora in tanti non conoscono la petizione. Ne ho avuto la percezione incontrando dei giovani pendolari che, una volta venuti a conoscenza dell’iniziativa, si sono subito mostrati molto interessati”. “Per questo” continua il presidente del Comitato Sava, sigla che sta per Stazione alta velocità Arezzo, “vogliamo lanciare un appello alla città, perché aderisca a questa nostra campagna. Una simile infrastruttura sarebbe di fondamentale importanza per il nostro territorio”. Anche la questione dei numeri del bacino d’utenza, fondamentale per arrivare ad una localizzazione prima e alla realizzazione poi della stazione, dovrebbe, secondo gli esponenti del Comitato Sava, essere letta in un modo diverso. La stazione Mediopadana, ricorda Galli, è partita con dieci coppie di treni giornalieri: oggi ne conta ben 33 con un parco auto incrementato di 1.500 posti.

 

 

Abbiamo i requisiti“ sottolinea il presidente, “per la realizzazione di una stazione ferroviaria sulla direttissima con abbattimento di costi e incremento dei bacini di utenza”. “Oggi come non mai” spiegano dal Comitato, “le conseguenze imposte dalla pandemia e dalla tragica situazione economica e geopolitica, impongono a tutti scelte lungimiranti, condivise e responsabili”. Il Comitato crede che la localizzazione migliore sia alle porte di Arezzo. I nomi sono quelli di Terrarossa, Frassineto e Manziana: in quest’ultima località, come ricordato più volte dal sindaco Ghinelli, i due binari della linea lenta e della direttissima corrono paralleli ad appena una ottantina di metri di distanza. Ma sul tavolo delle ipotesi ci cono anche Farneta (alla quale guarda con favore Cortona) e Montallese, nelle immediate vicinanze di Chiusi, in provincia di Siena. Il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, nei giorni scorsi a Siena, chiamato a dire la sua sulla stazione Medioetruria, ha invitato Arezzo, Siena e Perugia a trovare un accordo: “Non ci si metta a fare baruffe su quello che deve essere il luogo fisico dove sorgerà, si facciano invece dei piani e dei progetti”.