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Arezzo, cocaina per tre milioni sotto i sedili: il corriere della droga tradito dalle viti allentate

Luca Serafini
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Le due botole ricavate sotto i sedili anteriori dell’auto nascondevano 21 panetti di cocaina purissima da un chilo ciascuno. Valore della sostanza una volta trattata e messa sul mercato: tre milioni di euro. 
Non ha fiatato il 49enne calabrese che guidava la Peugeot 3008, quando l’enorme quantitativo di droga è saltato fuori dalla macchina rivoltata come un calzino dai poliziotti della Stradale di Battifolle.

 

 

Era il primo pomeriggio di giovedì quando, come spesso capita, gli agenti hanno deciso di esplorare il veicolo con particolare attenzione dopo aver notato l’atteggiamento dell’uomo fermato al controllo: agitato, impacciato, sudato. Poi sono state le viti di fissaggio dei sedili anteriori a tradirlo: sembravano essere state svitate e riavvitate di recente, come ha poi spiegato il dirigente della Polizia Stradale di Arezzo, Alessandro Rossi. 

 

 

 

I poliziotti della sottosezione di Battifolle hanno lavorato prima di acume e poi di cacciavite: in corrispondenza di ogni sedile c’era un sottofondo creato ad hoc per viaggi di questo tipo. E uno a uno i panetti di cocaina ancora da tagliare sono saltati fuori per un peso complessivo di 21 chilogrammi e 775 . 
Il calabrese finito in carcere è incensurato. Veniva da Roma e in auto aveva il bagaglio con il quale dimostrare la trasferta nella capitale per fatti suoi. 
Invece la reazione poco serena dimostrata quando la pattuglia lo ha fermato all’altezza di Monte San Savino, sulla nord, ha fatto scattare nei poliziotti la scintilla.

 

 

 

“Sono operatori professionalmente preparati e attenti e fanno controlli approfonditi”, ha commentato il comandante Rossi, riferendosi sia all’intuito psicologico degli agenti che all’occhio clinico nel notare le viti manomesse.
Negli anni, anzi nei decenni, tanti trafficanti di droga sono caduti nella rete tesa dalla Polizia stradale aretina. Certo, in alcuni casi ci sono targhe e modelli di auto noti o sospetti che inducono gli operatori ad alzare la paletta ed effettuare gli accertamenti. Ma altre volte no, è all’istante che scatta il sospetto. Da sviluppare, successivamente, per trovare conferma ai dubbi.