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Arezzo, l'infettivologo Marcello Caremani: "Ancora sì alle mascherine al chiuso"

Sara Polvani
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Il primo maggio si avvicina e così anche l’addio all’obbligo di indossare la mascherina al chiuso. Ma già si parla di una proroga della misura in alcuni settori specifici, per tenere sotto controllo la curva prima dell’estate. Dalla scuola, ai luoghi di lavoro, ai trasporti e non solo, potrebbe però essere prorogato l’obbligo. La decisione, ha comunicato il ministro della Salute Roberto Speranza, verrà presa nei prossimi giorni. Subito dopo il ponte del 25 aprile il premier Mario Draghi convocherà la cabina di regia e poi il Consiglio dei ministri per varare il nuovo decreto che indicherà i luoghi dove lasciare la mascherina obbligatoria.
Ma cosa dicono intanto gli esperti? L’infettivologo ed ex direttore di malattie infettive dell’ospedale San Donato di Arezzo, Marcello Caremani, fa il punto.
Cosa ne pensa sul togliere la mascherina al chiuso?
“Non sono d’accordo perché il numero dei casi non è elevato ma abbastanza alto. Certo, abbiamo i farmaci che ci permettono di combattere il Covid. Ma è importante anche l’altro aspetto: fare una diagnosi precoce e bloccare la diffusione del virus. Capisco che vogliamo essere più liberi ma io la mascherina al chiuso non la toglierò. Non mi sento ancora sicuro da evitare il contagio con il virus. La mascherina la porto in ogni caso sempre con me”.
Qual è la situazione attuale e quale lo scenario che abbiamo davanti?
“In questo momento visto che ci avviciniamo all’estate, con elevata probabilità il numero dei casi si ridurrà e sarà un altro parametro da valutare. Se i casi verso giugno scenderanno verso i 30 mila sarà una situazione di maggiore tranquillità ma ancora questo va valutato”. “Anche l’indicazione di fare la quarta dose non è partita come doveva partire - prosegue Caremani - Molte persone non la fanno anche se avrebbero questa indicazione. Certo abbiamo un numero di persone molto alto con tre dosi di vaccino. Non siamo più in caso di pandemia, abbiamo una situazione endemica. Ma il virus è ancora presente”. 
E’ indicata quindi la quarta dose di vaccino anti Covid?
“Per i fragili la quarta dose è molto indicata ma sarà ancora più indicato un vaccino all’inizio dell’autunno. La fine della stagione estiva potrà essere connotato da una recidiva con un numero dei casi più elevato, quindi un richiamo in quel periodo è indicato come facciamo per il vaccino antinfluenzale”.
Come proteggerci?
“E’ cambiata la situazione: abbiamo un quadro di endemia non più di epidemia, dobbiamo proteggerci, avere un livello di immunità alto. I farmaci devono essere utilizzati bene, funzionano gli antivirali e sarà indicato utilizzarli non solo per i fragili ma anche sopra i 50 anni e non solo per far ridurre il rischio della forma grave”.
Quali sono dunque i suoi consigli sulla mascherina?
“Io la prevenzione delle mascherine al chiuso fino a che non abbiamo una maggiore evidenza della riduzione del virus la terrei. Ancora utilizzerei un atteggiamento prudenziale, ci sono un centinaio di morti al giorno. Siamo in un momento importante quanto delicato”.