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Arezzo, i ristoratori alle sagre: "Che sia una concorrenza leale"

Francesca Muzzi
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Maggio è arrivato e dopo due anni di pandemia è finalmente il mese della ripartenza delle sagre. Dal 27 ce ne sono due che inaugurano la stagione che durerà fino ad ottobre. La sagra del maccherone a Battifolle e quella degli Antichi sapori a Indicatore che è stata spostata perché in concomitanza con il seggio elettorale. Si riparte dunque, ma se proprio un anno fa i ristoratori storcevano il naso ad un’eventuale ripartenza delle sagre che alla fine non è mai avvenuta, quest’anno sono meno categorici. Federico Vestri è il presidente dei ristoratori aretini di Confcommercio e, anzi, vede di buon occhio il ritorno della sagre. “La ripartenza ci deve essere un po’ per tutti - dice Vestri - Quindi ben venga la concorrenza, basta che sia sempre leale e deve essere ad armi pari. Bene il ritorno delle sagre nel rispetto però delle normative, delle regole e nel rispetto di tutto ciò che è stato stabilito nel disciplinare dalla commissione sagre”. “Dai piatti, al lavoro, a tutto il resto. Il mercato è libero - sottolinea ancora Vestri - ed è giusto e normale che ci sia concorrenza, basta che sia, come ho detto, leale”. Ma c’è un altro aspetto che, in qualche modo lega le sagre e i ristoranti. Se in quest’ultimi il problema della forza lavoro continua ad essere determinante, tanto che alcuni ristoranti sono in difficoltà nell’affrontare l’estate, proprio perché non trovano camerieri e quanto altro, lo stesso non si può dire alle sagre. “Sono due cose completamente diverse - dice ancora Vestri - Alle sagre si tratta di un lavoro di volontariato fatto per il paese. Sono pensionati o lavoratori a chiamata. Quelli si trovano ovunque, perché non c’è continuità. Quindi la sagra è un divertimento”. “Il problema sorge nel lavoro continuativo. Non è nemmeno paragonabile rispetto a quanto sta succedendo da noi”, conclude Vestri. 
A Battifolle la macchina organizzativa si è già messa in moto. E’ la prima, come detto insieme a Indicatore, a tagliare il nastro. Poi a cascata tutte le altre per un totale di 125 giorni di sagre. Praticamente fino a ottobre quando la sagra della polenta a Rigutino segnerà la fine delle manifestazioni.
“E’ giusto ripartire tutti - dice ancora il presidente Vestri - Anche le sagre sono state in silenzio per due anni e va bene così”. 
Un lento ritorno alla normalità che a fine mese partirà con i piatti succulenti di Battifolle, dove le donne già tirano la sfoglia per i maccheroni, mentre a Indicatore si rispolverano antiche ricette.