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Arezzo, perizie gonfiate sui danni dei cinghiali. Cinque indagati per falso e tentata truffa su indennizzi

Luca Serafini
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Perizie “gonfiate” sui danni dei cinghiali, cinque persone indagate. La procura di Arezzo ha chiuso le indagini su alcune richieste di indennizzo inoltrate da agricoltori e che, stando agli accertamenti svolti, non sarebbero genuine. Dalla verifica delle situazioni denunciate, sarebbe infatti emersa la non corrispondenza di quanto veniva lamentato come danno arrecato dagli ungulati alle colture e la realtà dei fatti. E’ stata la Guardia di Finanza di Arezzo ad occuparsi dei controlli e dei sopralluoghi nei territori indicati, un’attività minuziosa sfociata nell’accusa verso quattro agricoltori ed un consulente dell’Atc (ambito territoriale di caccia) che ha seguito le pratiche attestando l’entità dei danni contestata dagli inquirenti. Le domande di risarcimento incriminate, per lo più riferite al Casentino, sono relative all’anno 2017 e riguardano una problematica effettiva e pesante per la categoria degli agricoltori, quella della presenza massiccia di ungulati che imperversano nel territorio lasciando il segno sulle coltivazioni. Tra le anomalie riscontrate nell’indagine diretta dal sostituto procuratore Laura Taddei ci sarebbe, ad esempio, l’attestazione che determinate particelle erano coltivate quando invece si trattava di superfici di bosco. La non corrispondenza delle indicazioni fornite per ottenere l’indennizzo previsto dalla Regione, è rubricata dalla procura come un tentativo di truffa. Solo tentativo perché le domande sospette sono state individuate dall’Atc e bloccate prima che seguisse l’erogazione dei soldi. Si parla di cifre non trascendentali, alcune migliaia di euro, tuttavia le condotte messe in atto sono ritenute dal magistrato meritevoli di un processo penale. In questa fase gli indagati hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini e possono presentare memorie o atti difensivi o farsi interrogare. A quel punto il pm Laura Taddei procederà o meno con la richiesta di rinvio a giudizio e verrà fissata una udienza davanti al gup. Oltre alla tentata truffa l’altro reato ipotizzato è il falso ideologico. Proprio in questi giorni una analoga inchiesta delle fiamme gialle è stata conclusa nel Mugello relativamente ai danni al raccolto nel periodo 2016 - 2018. In quel caso le erogazioni di denaro ci sono effettivamente state. Sette le persone coinvolte nell’inchiesta, tra componenti di una società e tecnici. Centinaia le liquidazioni nell’area Fiorentino-Pratese finite nel mirino della procura: le somme pubbliche ottenute non sarebbero conformi ai danni arrecati dagli animali selvatici. In territorio aretino i “furbetti” sono stati fermati prima e gli indebiti risarcimenti scongiurati.