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Arezzo, baby gang seminava terrore in città: 15 vittime di aggressioni. In nove davanti al gup dei minori

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La baby gang accusata di rapine, estorsioni e minacce, arriva davanti al giudice. Ma di tempo da quegli episodi violenti in città, forse ne è trascorso troppo. I nove indagati che lunedì compaiono davanti al giudice del Tribunale dei minorenni di Firenze ormai non sono più dei ragazzini di 15, 16 e 17 anni ma sono diventati tutti grandi. Era l’estate 2015 quando ad Arezzo imperversava un gruppo di giovanotti teste-calde, armati anche di pistola e coltelli, che seminavano il terrore: individuavano vittime da colpire e mettevano a segno le prepotenze. A sette anni di distanza suona l’appello davanti al giudice delle indagini preliminari che dovrà decidere se rinviare a giudizio i nove oppure no. La risposta della giustizia arriva, con un po’ di lentezza. Caso per caso andranno esaminate le effettive responsabilità. Ma alcuni dei nove indagati, di origini straniere, sono nel frattempo spariti dalla circolazione e risulteranno assenti. Furono ben quindici le vittime della baby gang per gli episodi accertati: il capo d’imputazione è una rassegna di brutte aggressioni realizzate con intimidazioni e la forza del branco. Alla Caserma Cadorna, nel luglio 2015, tre giovani, tra cui una ragazza, furono circondati da un gruppo numeroso (molti non sono stati identificati) e costretti a consegnare denaro in contante, un braccialetto e altri oggetti. Un altro ragazzo un giorno si vide strappare con la forza l’orologio Casio in acciaio che aveva al polso. Aggressioni fisiche in serie - per dare una lezione o per prendersi denaro - e minacce: “Ti spacco la faccia”, “Mandiamo al cimitero tuo figlio”, frase pronunciata verso la mamma di un malcapitato. Pugni, schiaffi, calci. Un giorno il gruppo entrò in azione nei pressi di Porta Sant’Andrea e contro un ragazzo fu puntata perfino una pistola. Sfacciati e cattivi per accaparrarsi qualche decina di euro o solo 90 centesimi. A svolgere le indagini fu la Questura. A difendere i nove sono gli avvocati Alessandro Calussi, Barbara Amato, Laura Coleschi, Samuel Fedele, Alessandro Mori, Olivia Paragatti, Stefano Lusini, Alberto Marchesi, Carlo Monni. Benché tutti ormai maggiorenni, la competenza è del tribunale dei minori e potranno ottenere misure alternative come lavori di pubblica utilità e messa alla prova.