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Arezzo, tensione su Nuove Acque: la Valdichiana non rinuncia al cda, incognita sul voto per il presidente. Ipotesi rinvio

Luca Serafini
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Acque agitate su Nuove Acque. Non è un gioco di parole ma la situazione politica alla vigilia dell’assemblea di domani della spa idrica, convocata per approvare l’ultimo bilancio della gestione di Paolo Nannini e nominare il nuovo cda con relativo presidente. Mal di pancia forti in Valdichiana, tra i sindaci, per lo schema stilato dal centrodestra che ha preso in mano il pallino nella componente pubblica (43,72%) della spa. Cortona e Castiglion Fiorentino, rispettivamente 3,93 e 1,99 delle azioni societarie, puntano i piedi e faranno valere le loro percentuali in fase di voto: non accettano che la vallata non abbia un suo rappresentante nel cda come invece si profila. Prima di arrivare ad un voto contrario ci sta anche - e la voce gira - che possa esserci uno slittamento del voto ad altra data. Vedremo. Oggi di sicuro sarà una giornata frenetica di consultazioni e contatti nel centrodestra e con i sindaci di coalizione o civici di area. E’ assodato che il presidente sia in quota Lega, e il nome dovrebbe essere quello del commissario provinciale Matteo Grassi, al netto di qualche smagliatura nella Lega che ultimamente non si fa mancare certe turbolenze interne. Ci sono poi - ecco il punto - due consiglieri di coalizione da nominare e questi sarebbero appannaggio di Sansepolcro e Bibbiena, capoluoghi di Valtiberina e Casentino con 2,73 e 1,91 delle quote. Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino, è stato il primo a contestare l’esclusione della Valdichiana proprio con una dichiarazione al Corriere nelle scorse settimane. “Ci sono dei nodi da sciogliere” ribadisce Agnelli alla vigilia dell’assemblea “[TESTO], dei punti di incertezza da superare[/TESTO], di natura tecnica e politica, con il nostro territorio che dopo anni di presenza nel cda non può uscirne così”. Il referente di zona, che pure era un uomo di sinistra, Giancarlo Cateni, assicurava una interlocuzione diretta ed efficace su temi non ideologici ma molto concreti e operativi in materia di servizio idrico. Perdere un rappresentante di zona sarebbe un impoverimento. All’assemblea di domani il Comune castiglionese, che sarà rappresentato dal vice sindaco Devis Milighetti, si presenterà con una linea piuttosto ferma, lasciando spazio a confronto e soluzioni. “Ci aspettiamo che lo schema sia rivisto, si trovino punti di incontro e si possa andare compatti”, conclude il sindaco Agnelli. 
“Se dovessi essere messo davanti al voto di un cda senza consigliere della Valdichiana voterei contro”, afferma Luciano Meoni, sindaco di Cortona che nella componente pubblica, per forza, è il secondo comune dopo Arezzo. “Non dico questo perché abbiamo un nome da portare avanti ma nell’interesse del territorio”. Meoni, che esprime apprezzamento per il presidente uscente Nannini (“non ha lavorato male”) auspica un ripensamento. Vedremo cosa uscirà dal cilindro del centrodestra dove oltre ai partiti - Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia - ha il suo peso (15,8%) il sindaco del comune capoluogo Arezzo, Alessandro Ghinelli, destinatario delle indicazioni del partito di Salvini per Nuove Acque da parte del commissario regionale Lolini.
E il centrosinistra? Assiste all’effervescente vigilia sull’altra sponda. Dovrà accomodarsi in un ruolo non di regia, esprimendo comunque due consiglieri. E se uno di questo fosse espressione della Valdichiana? Risolverebbe i guai del centrodestra. Ma il segretario provinciale del Pd, Francesco Ruscelli, è netto: “Il centrodestra ha la responsabilità politica di dare una direzione forte a Nuove Acque, se è in condizione di avanzare delle proposte dica cosa vuol fare e i sindaci faranno le loro valutazioni”.