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Arezzo, l'ultimo messaggio di Walter all'amico: "Voglia di vivere. Dio ti benedica". Vestito da Pierrot per l'addio

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Da Roma arriva oggi il ministro Fabiana Dadone per l’ultimo saluto a Walter De Benedetto, paladino della battaglia per l’uso terapeutico della cannabis. Il funerale è in programma alle 11 alla chiesa di Olmo, la frazione alle porte di Arezzo dove, nei pressi, Walter ha vissuto la sua vita segnata dall’artrite reumatoide degenerativa progressiva. Costretto sulla sedia a rotelle, è diventato un simbolo, una icona, un caso nazionale. Accusato per la coltivazione di marijuana (16 piante e un potenziale produttivo ritenuto elevato) la giustizia si è inchinata davanti alla sua sofferenza. Dolori atroci che leniva con la “pianta”, vera erba medica utilizzata al posto degli antidolorifici ormai scarichi e inefficaci. La salma di Walter sarà poi tumulata nel cimitero di Sant’Anastasio. Le sue volontà forse erano diverse - anche al Corriere di Arezzo si era dichiarato buddista - ma nonostante il testamento biologico (valido per il fine vita) nulla pare fosse codificato: rito religioso, cremazione. Tanta era la voglia di vivere di Walter, 50 anni, di cui oltre trenta a combattere la feroce artrite reumatoide. Sapeva che era una sfida impari ma non si è mai sentito sconfitto. Venerdì scorso Walter De Benedetto, con il quadro clinico peggiorato, aveva scritto all’amico di sempre, Stefano Nocenti, questo messaggio: “1) Voglia di vivere 2) Orto fatto con le micorrize 3) Volevo vederti per cazzeggio”. Del suo fisico in continua trasformazione, ultimamente appesantito, diceva ironico e amaro: “Sto diventando buzzicone”. Poi quell’ultima frase che a riguardarla sul display del telefonino fa venire i lucciconi a Stefano. “‘Dio ti benedica’... Non me lo aveva mai detto. Dopo tre giorni Walter ci ha lasciati”. Anche Stefano aveva dato una mano a De Benedetto al tempo della serra per l’autoproduzione di cannabis terapeutica. Gli andò bene.Al momento del blitz dei carabinieri lui non c’era. Dai tempi di Villa Severi, da ragazzi, non si sono mai lasciati. Amici di vecchia data. Fino alla fine e anche oltre.
Oggi per l’ultimo viaggio, il desiderio di Walter De Benedetto di essere vestito da Pierrot, quello sì, sarà esaudito. Un pagliaccio triste. Quanta autoironia, quanta forza, quanto coraggio. Il gruppo Musicale “i Matti delle Giuncaie” gli avevano dedicato anche un brano, con testo del compianto Erriquez: “Matto mi dicono sei / un cavallo da legare sei / Sole o pioggia sorridi”. 

Lu.Se.