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Arezzo, sette ventenni riaprono il circolo Arci delle Poggiola: "Rischiava di chiudere, non c'era ricambio generazionale"

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Andrea Grassi ha 23 anni e ieri mattina era in Comune perché vuole organizzare la corsa ciclistica che c’era da 40 anni alle Poggiola. Lui è il presidente del circolo Arci e insieme ad altri sei amici, tutti rigorosamente under 25, ha deciso di ridare vita a quel circolo, nato nel dopoguerra, diventato Arci dal 1974 e che rischiava, dopo la pandemia, di non riaprire. “E noi di non avere più un punto di ritrovo”, dice Andrea che racconta: “Il circolo, come tutti gli altri, durante il Covid è rimasto chiuso. Quando è stata la volta di riaprirlo, coloro che un tempo lo gestivano, diciamo la vecchia guardia, si è trovata in difficoltà di reperire persone che potessero stare al circolo”. “In questo modo si sarebbe rischiato di perdere un punto di riferimento per il nostro paese e così, grazie all’aiuto proprio di chi ci ha preceduto, abbiamo deciso di scommettere su questa sfida”. Andrea, insieme ad altri sei amici che oggi compongono il consiglio direttivo, da cinque mesi hanno preso in mano le redini del circolo “e insieme ad altre persone che ci danno una mano, adesso anche noi giovani che, per favore non chiamateci lavativi, abbiamo un punto di ritrovo, altrimenti rischiavamo di stare per strada”. Ma non è tutto, perché l’intenzione di Andrea e di questi ragazzi è di ridare vita a quelle che sono le tradizioni delle Poggiola. Ecco perché ieri mattinaera in Comune ad Arezzo: “Il 3 luglio vogliamo organizzare quello che un tempo si chiamava il trofeo ‘Arte e Vetro’ di ciclismo. E’ una corsa che è sempre esistita, ma è andata a sparire. Grazie anche a Dario Miliciani che era tra gli organizzatori siamo determinati a riportarla in vita”. Nel frattempo, da quando il consiglio direttivo si è insediato, i ragazzi hanno ripulito tutte le stanze: “Le abbiamo ritinteggiate” e sulla loro pagina instagram (circolo Le Poggiola dal 1974) ci sono foto di alcuni momenti insieme come gli addobbi di Natale. “Se abbiamo potuto fare questo - prosegue Andrea - il merito è anche dei nostri genitori che anche loro facevano e fanno parte del circolo che ci hanno aiutato, insegnato e messo sulla giusta strada della gestione. Andiamo avanti così. Tra presente e passato per non perdere le tradizioni, ma nello stesso tempo sempre al passo con i tempi”. E anche la presidente Arci, Federica Ettori, elogia questi ragazzi e il loro spirito nel mantenere aperto uno storico circolo così. Perché in fondo i circoli ricreativi sono come le squadre di calcio. Quando in un paese vengono a mancare, è come se quel paese morisse un po’. Alle Poggiola non è così.