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E45, nuova ditta per il Puleto: solleverà piano viario per sostituire gli appoggi usurati. Senza chiudere traffico, 160 giorni

Davide Gambacci
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Puleto atto secondo, ci siamo. Presto il viadotto verrà sollevato e sostituiti i famosi baggioli. E’ iniziata questa settimana l’attività preliminare che porterà all’imminente riapertura del cantiere in E45, tra Pieve Santo Stefano e Canili di Verghereto, per completare i lavori di risanamento strutturale e miglioramento sismico del viadotto.

L’infrastruttura - com’è noto - è stata al centro del sequestro della Procura di Arezzo nel gennaio 2019 per rischio collasso: intervento che era già iniziato, seppure per inadempienze Anas – ente gestore dell’arteria – aveva allontanato la ditta che stava lavorando per delle questioni legate alla tempistica. Dopo oltre un anno di stop, qualcosa di concreto si sta smuovendo.

Per accelerare le tempistiche, infatti, Anas ha provveduto ad uno scorrimento di graduatoria per individuare la nuova impresa anziché indire nuova gara che inevitabilmente avrebbe portato a tempi più lunghi: si tratta di un raggruppamento temporaneo d’imprese (R.T.I) formato dalla Costruzioni Ruberto Srl della provincia di Salerno e la Gieffe Costruzioni Srl di Cosenza.

In cosa consiste, quindi, l’attività preliminare di apertura del cantiere? In pratica interventi di risanamento e consolidamento del piano viario della E45 poiché per lunghi periodi verrà istituito uno scambio di carreggiata e quindi si viaggerà a doppio senso in una sola direzione.

Quello che Anas tende a precisare, infatti, è che durante le fasi di lavorazione la E45 non subirà mai delle chiusure totali come era stato paventato inizialmente. La nuova ditta appaltatrice, avrà 160 giorni di tempo (poco più di cinque mesi) per ultimare i lavori. Una sorta di passaggio di testimone, quindi, quello attualmente in corso lungo la E45 dove invece proseguono i cantieri per quello che riguarda il contiguo viadotto Tevere IV. Per il Puleto è previsto il risanamento strutturale dell’intero impalcato oltre all’aspetto, non di secondo piano, che riguarda il capitolo del miglioramento sismico.

Quest’ultimo passaggio, infatti, è quello più delicato poiché la ditta dovrà intervenire nei famosi ‘baggioli’; ovvero, i cuscinetti in metallo che separano la pila del viadotto dalla trave stessa. Sono oramai deteriorati e il “rischio collasso” avanzato dalla Procura di Arezzo verteva proprio su questo aspetto. Un lavoro molto delicato poiché, in sostanza, il viadotto Puleto dovrà essere sollevato utilizzando martinetti e potenti gru: a quel punto gli appoggi verranno sostituiti con quelli più moderni e antisismici.

Tale intervento verrà eseguito in una carreggiata alla volta e il traffico consentito a doppio senso di marcia su quella libera: tutto ciò per limitare al minimo i disagi per gli utenti della strada. Dopo tempo, quindi, si torna nuovamente a parlare di Puleto e di E45. La ripresa dei lavori era un passaggio atteso da tempo sia dalla popolazione della Valtiberina che da tutti gli utenti della strada: a questo punto, incrociando le dita, la speranza è quella che l’intervento possa essere concluso davvero nei 160 giorni previsti per non ‘sbattere’ nuovamente contro lo scoglio del ‘piano neve’, altrimenti sarebbe un arrivederci alla prossima primavera.