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Sansovino, la ricetta vincente di Iacomoni. Gol, salumi, tipicità: Promozione e nuove sfide

Luca Serafini
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Le cose buone si distinguono dal gusto. La conquista della Promozione da parte della Sansovino ha un sapore speciale: come un prosciutto fatto come si deve che si apprezza dopo un certosino lavoro e una paziente attesa. 
Le cose buone nascono in famiglia, come succede qui a Monte San Savino dove Alessandro Iacomoni, imprenditore dei salumi, è il presidente e ispiratore del progetto Olimpic Sansovino, ed il fratello Marco è il tecnico che ha guidato la cavalcata degli arancioblé. Le cose buone si fanno in gruppo e si fanno per gli altri: gli oltre 600 tifosi in festa allo stadio Le Fonti, una settimana fa nella partita con l’MC Valdichiana (5 a 2), dicono tanto. Primo posto blindato con una giornata di anticipo, oggi passerella finale a Torrita.

Presidente Iacomoni, obiettivo centrato.

“Abbiamo iniziato a lavorare a questo risultato tre anni fa. La pandemia con lo stop ai campionati ha rivoluzionato tutto, forse ci saremmo arrivati prima ma nello sport non c’è nulla di scontato e le vittorie vanno conquistate. Quest’anno siamo stati sempre al comando ma non è stato affatto facile e rendiamo onore al Fontebelverde avversario forte fino alla fine”.

Al Monte c’era esigenza di riscatto dopo le pagine epiche scritte con Sarri, vent’anni fa, la D, la Coppa Italia, e le stagioni successive.

“Venivamo da un situazione non semplice ma grazie al mio ingresso e al supporto di altri imprenditori, alla dirigenza, al team, è stato possibile tutto questo, centrando risultati sportivi ed economici”.

 

 

 

Dove volete arrivare?

“Intanto ci godiamo questa gioia grande. Una promozione cercata e meritata. Per il futuro vogliamo fare bene e riportare la Sansovino ai livelli che le competono. Non ci poniamo limiti ma vincere non è mai facile”. 

In panchina siede suo fratello Marco.

“E questo ha reso ancora più bella e straordinaria questa impresa. E’ stato il direttore sportivo Giulio Micheli a volerlo fortemente alla guida tecnica della squadra e aveva visto lungo”. 

Cosa ha provato nel giorno della vittoria del campionato?

“Forti emozioni. Vedere la tribuna piena come non si vedeva da tanti anni mi ha stretto il cuore. Oltre seicento persone allo stadio su novemila abitanti è tanta roba. La cosa che mi gratifica di più è l’aria nuova che si respira a Monte San Savino, l’entusiasmo”.

 

 

 

 

Cosa muove un imprenditore a fare calcio?

“Nel mio caso, dico la verità, lo faccio per il legame viscerale mio e della mia famiglia per Monte San Savino. Mi piace l’idea che la comunità torni a incontrarsi allo stadio, abbia dei punti in comune. Mi attrae il desiderio di creare una occasione di aggregazione, di appartenenza, di identità. Questo può avvenire con il calcio ma anche con altre iniziative. Io e i miei collaboratori crediamo nel progetto Sansovino”.

In passato il suo nome è stato accostato più volte all’Arezzo paventando un suo ingresso in società.

“L’Arezzo ha la sua società solida e sana con i suoi obiettivi e gli auguro tutto il meglio. Io, per quanto mi riguarda, sono preso e assorbito dalla Sansovino che vogliamo portare avanti senza porre limiti alla provvidenza”.

Portate avanti il calcio femminile e anche sul fronte dei giovani, vi distinguete per iniziative nuove.

“L’accordo stretto recentemente con il Pieve al Toppo è moderno, importantissimo, di grande valore sociale e sportivo. Arriviamo ad avere circa 400 ragazzi nelle varie competizioni, la Scuola calcio elite, la disponibilità nel territorio di sette impianti nei quali svolgere le attività”.

 

 

 

Lavoro. La Salumeria di Monte San Savino di cui è socio unico è un’eccellenza del territorio, di recente in vetrina anche a Cibus. La tradizione familiare, l’evoluzione, l’accordo con Citterio per il Prosciutto Toscano.

“Il lavoro fortunatamente c’è, pur tra le preoccupazioni di tutti in questi tempi. La massima cura della qualità, il legame con le tradizioni, penso alla Finocchiona, ai metodi di lavorazione e alla scelta delle carni e degli ingredienti, ripagano gli sforzi”. 

Nuovi investimenti?

“Abbiamo attualmente 90 dipendenti e nel giro di un paio di mesi entrerà in funzione la nuova attività produttiva nella zona industriale di Monte San Savino. In prospettiva poi c’è la creazione di una struttura unica, nella zona Crocodile, dove abbiamo già acquisito l’area per unificare le attività dei vari stabilimenti nel giro di un paio di anni. Man mano con l’attuarsi dei progetti e con i maggiori livelli produttivi, l’organico salirà ben oltre le cento unità”.
Salumi, Porchetta, Finocchiona, prosciutti. E gol. Passione, gusto, lavoro: è la ricetta Sansovino.