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Arezzo, parrocchiani in rivolta: "Non trasferite don Stefano"

Francesca Muzzi
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“Don Stefano deve rimanere”. Lo grida a gran voce una delegazione di parrocchiani aspettando la conferenza stampa del vescovo Riccardo Fontana in programma sabato durante la quale dovrebbe annunciare i cinque trasferimenti di altrettanti sacerdoti. Tra questi quello, appunto, di don Stefano Scarpelli che nella parrocchia di San Donato è chiamato affettuosamente “Donsti”. “Non vogliamo che venga trasferito”, dice la portavoce Barbara. “Aiutateci” mentre comincia a raccontare ciò che don Stefano ha fatto per quella parrocchia alla quale “ha ridato vita”. “Quando è arrivato, 14 anni fa, c’era sì la parrocchia - racconta Barbara - e aveva anche tanti parrocchiani, ma solo sulla carta, perché come succede in tante c’era poca partecipazione ed era quasi in stato di abbandono”. Tutto cambiò con l’arrivo di don Stefano che presto si fece ben volere da tutti i suoi parrocchiani: “Quegli ambienti quasi sempre silenziosi, e la canonica hanno cominciato piano piano a essere di nuovo frequentati, da bambini, ragazzi, persone di tutte le età, parrocchiani e non che si sono sia riavvicinati, ma anche avvicinati con gioia alla fede e alla Chiesa e ben presto don Stefano ci ha fatto scoprire il senso di comunità, dove ci si aiuta a vicenda”. E così la parrocchia San Donato ha cominciato a crescere “non solo in occasione dei riti e quindi cresime e comunioni, ma anche in tanti altri momenti di aggregazione, come i campi estivi, i giochi dopo il catechismo, le feste di carnevale. Don Stefano era riuscito a riportare i ragazzi in chiesa e tutti erano contenti. Sia loro che noi genitori. Finalmente si sono sentite risuonare voci e risate”. Non solo. “Si è potuto notare un viavai di anime in cerca di conforto a tutte le ore, che hanno sempre trovato piena disponibilità, in un crescendo di gioia per tutti nell'avvicinarsi a Dio e al prossimo. Anche dopo che per poter rimanere con i suoi parrocchiani, quel parroco ha accettato il gravoso compito di occuparsi pure
dell'ospedale di San Donato. Ma nonostante questo non ha mai fatto mancare nulla alla parrocchia sia in termini spirituali che organizzativi e a tutti i fedeli che hanno chiesto il suo aiuto”. “Oggi ci chiediamo, perché un parroco che raduna tantissimi giovani sempre anche da fuori città, debba essere trasferito. Chiediamo al vescovo di ripensarci, perché ‘Donsti’ non deve assolutamente andare via. E’ la nostra guida. E’ un punto di riferimento per i ragazzi. Un vero pastore e un esempio per tutti”.