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Arezzo, l'auto travolta dal treno e il passaggio a livello pericoloso in attesa del progetto per eliminarlo

Luca Serafini
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E’ uscito vivo dall’auto travolta dal treno e trascinata per cinquanta metri. Tragedia sfiorata a Santa Mama: salvo, con ferite non gravi, un uomo di 42 anni che con la sua Ford ha impegnato il passaggio a livello senza barriere proprio mentre passava il treno Jazz che procedeva verso Arezzo. Il macchinista si è trovato davanti l’auto e non ha potuto evitarla. Secondo i tecnici di Lfi Tft i dispositivi ottici e acustici erano regolarmente funzionanti: luce rossa accesa e suono di avviso. Erano le 7 quando si è verificata la collisione. Violenta. L’uomo è stato valutato dai soccorritori in codice giallo e trasportato al San Donato. Il convoglio con a bordo i pendolari avrebbe dovuto proseguire fino a Firenze. Dopo la botta e lo stop forzato, più tardi i passeggeri sono stati trasportati con pullman alla stazione di Arezzo per proseguire poi il viaggio su rotaia. Momenti di paura, concitazione, poi i disagi. E’ andata bene. Ma problema Santa Mama ancora irrisolto nonostante il trascorrere degli anni. Nello stesso tratto della ferrovia Arezzo - Stia a marzo una macchina è volata di sotto sui binari che scorrono a fianco della Sr 71. Pure in quell’occasione nulla di gravissimo. E nel tempo gli episodi di difficile convivenza tra auto e strada ferrata, si sono susseguiti. Un passaggio a livello giudicato “pericolosissimo” ma ancora esistente. [TESTO]Uno di quelli dove non c’è proprio spazio per collocare le sbarre. Qui va spostata la strada.[/TESTO] [TESTO]Il Presidente del gruppo Lfi, Maurizio Seri e l’ingegnere Mario Banelli, direttore di esercizio di Lfi Tft dichiarano: “Sono anni che segnaliamo la pericolosità di quella zona. Ci auguriamo che dopo quanto accaduto possa essere presa la decisione di chiudere quel passaggio a livello”. [/TESTO]La progettazione della variante stradale è in corso da parte della Regione Toscana, dice l’ingegnere Mario Banelli. L’auspicio è che si faccia in fretta. [TESTO]Ci sarebbero anche resistenze locali che non agevolano iter e tempi dell’intervento.[/TESTO] Le modalità che saranno scelte per il cantiere, poi, avranno riflessi sulla tempistica. “Se deve essere interrotta la circolazione dei treni, i lavori allora non partiranno prima della prossima estate, quando lo stop ai convogli sul tratto è possibile” dice Banelli. “Se invece il cantiere potrà procedere senza fermare i treni, anche in inverno l’opera sarebbe realizzabile”. In attesa dello spostamento della strada, macchine e treni scorrono sullo stesso punto. Può bastare una variabile, una disattenzione, un azzardo. E si rischia grosso. Il treno Jazz dell’incidente di ieri mattina era partito alle 6.49 dal Casentino, con oltre cento persone a bordo, non aveva effettuato la fermata a Santa Mama e, dicono i tecnici di Lfi Tft, procedeva a circa cinquanta km orari. Se avesse fatto sosta, quindi appena ripartito, avrebbe forse avuto modo di frenare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Subbiano, competenti per territorio oltre al personale dell’azienda dei trasporti. La circolazione ferroviaria è ripresa alle 11.20.
Per i soccorsi, oltre ai vigili del fuoco, in azione l’ambulanza della Misericordia di Subbiano India 7.
In tutta la linea della ferrovia che va da Sinalunga a Stia, sono 42 i passaggi a livello, di cui 34 automatici, ma 6 di questi con dispositivi ottici e acustici. Il maggior numero di intersezioni si trova sul versante casentinese: 27. Ci sono poi 8 passaggi a livello gestiti da privati, che attraversano luoghi di campagna. Vent’anni fa i passaggi a livello erano 190 e sono andati via via diminuendo. Presto, annuncia l’ingegner Banelli, a San Zeno dove i passaggi erano quattro, poi dimezzati, al posto dei due attuali ce ne sarà solo uno grazie ad un sottopasso.