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Arezzo, lo spaccio di droga in un alloggio delle case popolari: così l'arresto di madre e figlio

Luca Serafini
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Spacciavano droga nella casa popolare in un condominio alla immediata periferia della città. Rifornivano di cocaina, marijuana e hashish gli assuntori aretini. Di questo sono accusati madre e figlio, 44 e 24 anni, originari della Campania ma da molto tempo radicati ad Arezzo.
Barattoli e cassetti della cucina ed un congelatore nello scantinato, erano i nascondigli della sostanza stupefacente. Sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo a raccogliere elementi ed effettuare la perquisizione: poi il giudice delle indagini preliminari Giulia Soldini, studiate le carte, ha emesso il duplice ordine di custodia cautelare in carcere che è stato eseguito mercoledì mattina. Oggi è in programma l’udienza per l’interrogatorio di garanzia. I due arrestati sono difesi dall’avvocato Simona Chiarini. 
Gli investigatori dell’Arma hanno cominciato a tenere d’occhio l’alloggio di Arezzo Casa dalla scorsa estate, seguendo una pista afferrata nella quotidiana attività nel mondo dello spaccio. Il via vai e certi movimenti sospetti con apri e chiudi della basculante di un garage, hanno indotto i carabinieri a monitorare con attenzione la casa: pedinamenti, appostamenti, controlli tecnici. Erano convinti che quello fosse il punto di riferimento per un consistente smercio di droga e poco alla volta sono arrivate conferme. 
Con il permesso del magistrato, a novembre è quindi scattata la perquisizione eseguita con l’ausilio delle unità cinofile. In cucina c’erano alcuni grammi di droghe leggere, ma il grosso era nella cantina: 37 grammi di cocaina all’interno di un congelatore per un considerevole numero di dosi e quattro panetti di hashish. Secondo gli inquirenti, la donna e il figlio potevano disporre periodicamente di quantitativi di sostanza portati loro da conoscenti che da Napoli raggiungevano Arezzo. Tutto dovrà essere dimostrato, a partire dal fatto che, effettivamente, la cocaina trovata nel congelatore appartenesse proprio ai due e non ad altri. Era infatti in un ambiente comune del condominio in un congelatore che stava lì da anni, anche se - particolare non da poco - madre e figlio avevano la disponibilità della chiave per aprire la porta taglia fuoco per accedere a quel vano. 
Capillare l’attività investigativa dell’Arma, coordinata dalla procura, che si è sviluppata sentendo a verbale anche acquirenti di dosi che, hanno raccontato, si recavano all’abitazione per comprare dosi, per lo più approvvigionamenti settimanali. Incontri rapidi, con la droga presa in cucina o, si ritiene, nelle pertinenze dell’alloggio. Da quanto appurato, né la donna né il figlio hanno una attività lavorativa ufficiale e, sempre per i carabinieri, era proprio lo spaccio la fonte di sostentamento. 
Risultano tutti regolari i pagamenti dell’affitto della casa popolare di Arezzo Casa. Nella ordinanza che ha spedito in carcere madre e figlio, il giudice dopo aver rilevato la sussistenza di elementi oggettivi, parla di “attività organizzata” e di “molteplici episodi” di spaccio, e stante la rilevanza del fatto applica il provvedimento più pesante, il carcere. La madre si trova nel carcere di Pozzuoli, il figlio ad Arezzo. Nell’udienza di oggi - da remoto - potrebbero fornire la loro versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.