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Arezzo, Fontana: "Nuovo vescovo per San Donato" e poi annuncia 14 trasferimenti

Francesca Muzzi
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I trasferimenti annunciati, l’Arcivescovo Riccardo Fontana li ufficializza e li motiva: “La Santa Sede mi ha chiesto di agire adesso, perché a San Donato ci sarà l’annuncio del nuovo vescovo”. E’ la prima volta che Fontana parla apertamente del suo passaggio di testimone. Dà quella che è una scadenza del suo mandato, vale a dire San Donato ed è per questo che in queste settimane: “Dovrò mettere tutto a posto per il successore”. A cominciare, appunto dal trasferimento dei sacerdoti. Sono 14 in totale, ma due hanno suscitato qualche protesta tra i fedeli. Don Stefano Scapelli, parroco di San Donato e cappellano dell’ospedale San Donato, andrà alla Pieve di Sant’Eugenia al Bagnoro, restando però cappellano di San Donato. Don Alessandro Nelli, vice direttore della Caritas, da Santa Croce, sarà trasferito alla Collegiata di Foiano della Chiana: “Ma resterà anche alla Caritas”, sottolinea Fontana. “Naturalmente quando si viene a creare un movimento dentro le diocesi - sottolinea il vescovo Fontana - porta con sè attenzioni e sollecitazioni dalle varie parti. C’è chi vuole promuovere qualcuno, chi vuole dare per scontato che arriva qualche altro”. “Quanto vado ad annunziare stamani (ieri ndr) - è un atto di Chiesa, non è una questione di nomine analoghe a quelle civili e neanche un meccanismo motivato da ragioni particolari. Laddove si creano delle necessità durante l’anno, se ne ragiona con il consiglio epicoscopale. Si tratta dunque di un atto di chiesa che viene fuori da una consultazione. Sono decisioni fondate su un consenso ragionato degli interessati, non c’è niente di imposto, perché da quando io sono vescovo non ho mai imposto. E’ dunque prima di tutto una decisione ragionata con le persone con le quali mi devo consultare, poi chiamo l’interessato gli propongo a mia volta di assumere alcuni incarichi. A volte, però, succede anche il contrario. E cioè qualcuno che viene da me e mi dice, ‘mi hai dato troppi incarichi, mi trovi una parrocchia più piccola’. Fa piacere però che i nostri parroci siano apprezzati dal popolo. Nessuno lascia volentieri le comunità con le quali ha costruito rapporti particolari. Perché ricordatevi non si può fare il prete per professione”. Ma la protesta dei fedeli di San Donato verso la partenza di don Stefano non poteva passare in sordina. Fontana dice: “Don Stefano è venuto da me a chiedere una parrocchia più piccola. Ciò non significa che non stava bene a San Donato, ma la parrocchia, insieme al grosso ospedale, è una enorme mole di lavoro”. E poi rivolgendosi alle famiglie: “Voglio bene a ciascuno di loro, ma dico anche che don Stefano va ad un tiro di schioppo, non la facciamo lunga, chi ha rapporti con Stefano li mantenga perché è bravo, tanto è vero che è capo dei cappellani del nostro ospedale”. Da quando saranno attivi i trasferimenti? “Prendono possesso immediatamente”, risponde l’Arcivescovo che poi comincia a parlare del suo prossimo futuro: “Il Vescovo che arriva sarà più giovane di me. Ma io resto aretino, questa è la mia amata chiesa. Alla quale ho dedicato tutto il cuore con il carattere versiliese. Questa è la mia chiesa - ribadisce - Vi invito tutti a pregare per il Papa, perchè lo Spirito Santo ci mandi un Vescovo adatto a questa chiesa. Devono trovare qualcuno che sappia entrare dentro questa diocesi che è particolamente grossa. In cui mancano le strutture intermedie anche se le abbiamo messe in piedi. Tutte le mattine sto dicendo la messa per il mio successore sperando che sia uno che faccia bene e che faccia meglio di me”. “Per quanto mi riguarda vado ad abitare insieme ai preti nella casa di San Donato in piazza San Domenico, con il consenso della Santa Sede. Ho ristrutturato quel palazzo, senza creare debiti alla nostra diocesi e ci vengono 11 appartamenti e uno di questi me lo riservo per me”. Ma come avverrà il passaggio di testimone: “Resto nella pienezza delle funzioni fino alla presa di possesso. Poi darò il pastorale al mio successore. L’unica mia ricchezza sono tredicimila volumi che dono alla casa del clero,e che ogni tanto tornerò a rileggere”