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Vaiolo delle scimmie: il caso del 32enne di Arezzo, le lesioni cutanee, i contatti e cosa dicono i medici

Nicola Brandini
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La risposta da parte dell’Istituto Spallanzani di Roma è arrivata ai medici dell’ospedale San Donato nel pomeriggio di domenica. Confermato il caso di vaiolo delle scimmie ad Arezzo, il primo in Toscana. Si tratta di un aretino di 32 anni rientrato lo scorso 15 maggio da una vacanza alle isole Canarie. 

I sintomi della malattia - in questo caso delle lesioni cutanee - si sono presentati subito dopo il ritorno ad Arezzo, e così è scattata la visita da parte del medico di famiglia nella giornata di venerdì. Il medico, accertati i sintomi sospetti, ha subito indirizzato il paziente agli ambulatori di Malattie infettive del San Donato. Lì è stato preso in carico dai medici del reparto e immediatamente ricoverato, in quanto presentava delle lesioni cutanee che facevano pensare ad un’infezione.

A quel punto è stato contattato l’Istituto Spallanzani di Roma per un parere sulle lesioni, ed è stato confermato il sospetto clinico, essendo un caso simile ai tre pazienti ricoverati nell’istituto romano per lo stesso motivo. Sull’uomo sono stati quindi effettuati dei tamponi che sono stati inviati al laboratorio di virologia dello Spallanzani nella giornata di sabato. Il responso, con esito positivo al vaiolo delle scimmie, è arrivato domenica pomeriggio.

“Il paziente sta bene” fa sapere il dottor Danilo Tacconi, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Arezzo, “non ha importanti sintomi ed è tranquillo. Ha delle lesioni cutanee senza sintomi sistemici o segni di complicanze, in linea con i casi che stiamo vedendo in questo periodo in Italia e nel resto d’Europa. In questo momento” ha spiegato ancora Tacconi, “il livello di contagiosità è basso, si tratta di piccoli focolai legati a determinate zone e contesti. Questa malattia si contrae attraverso un contatto stretto o con la persona infetta o con dei vestiti usati dalla persona infetta. In misura molto bassa anche attraverso piccole gocce di saliva, ma serve un avvicinamento di circa un metro, oltre non si trasmette”.

Fortunatamente, in questo caso, l’uomo ha avuto pochissimi contatti da quando è rientrato in Italia, anche perché vive da solo. Oltre al medico di famiglia che lo ha visitato, l’unico altro contatto è stato un amico per un aperitivo.

“Entrambi sono stati allertati dall’Igiene pubblica” ha spiegato Tacconi, “e questa mattina abbiamo anche visitato e valutato direttamente l’amico. Attualmente è sottoposto ad una sorveglianza attiva”. Al momento non presenta sintomi, ma il tempo d’incubazione è di circa 20 giorni, come spiega il direttore del reparto di Malattie infettive.

“L’osservazione e il controllo per i due contatti è di 21 giorni, che equivale al periodo di incubazione dell’infezione. Questo tempo corrisponde alla caduta delle croste formatesi dalle lesioni che seguono un’evoluzione in pustole o vescicole. Una volta diventate pustole si crostificano e quando cadono le croste il paziente è considerato non più contagioso”. 

La situazione sembra oggettivamente sotto controllo, e la conferma arriva anche dal direttore generale della Asl Toscana Sud Est Antonio D’Urso. “Nessun allarmismo” ha spiegato D’Urso, “si tratta di un caso isolato. Un caso isolato che tuttavia dimostra l’attenzione che l’Organizzazione mondiale della sanità sta mettendo su questo fenomeno. Abbiamo poi una forte alleanza con l’Istituto Spallanzani che ci ha supportati con tecnologie, attrezzature e competenze che l’ospedale di Arezzo non ha. Adesso il paziente è trattato dai nostri specialisti in sintonia con i trattamenti effettuati anche a Roma”. 

Un’ulteriore conferma al fatto che serve attenzione, ma senza allarmismo, arriva dalla dottoressa Elena De Sanctis, direttrice della struttura complessa Igiene e sanità pubblica della Asl. “E’ una forma non preoccupante, perché rispetto al vaiolo umano ha una diffusività molto minore e una minore gravità della malattia. Tuttavia è necessario che la popolazione sia informata e che chi ha avuto contatti stretti con persone infette sia informato di quelli che sono i sintomi”.