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Banche, ai risparmiatori di Arezzo rimborsi per sette milioni di euro

Marco Antonucci
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Arezzo prima provincia in Toscana per rimborsi pagati finora dal Fondo indennizzo risparmiatori: 7 milioni e 56.641 euro sono stati liquidati ai 3.253 risparmiatori che hanno presentato 3.367 domande. La fotografia sulla procedura di indennizzo che riguarda gli ex risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara e i due istituti veneti Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca è aggiornata allo scorso 30 aprile ed è pubblicata da Consap, la Concessionaria servizi assicurativi pubblici interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che si sta occupando del meccanismo di rimborso che era stato attivato dal primo Governo Conte. Guardando agli ultimi dati sono state valutate dalla commissione tecnica 133.756 richieste (dato questo aggiornato invece al 12 maggio) pari al 93% di quelle complessivamente pervenute al Fir (144.245). Per le domande valutate sono stati disposti pagamenti per un controvalore di 856 milioni di euro.

Scendendo nel dettaglio della distribuzione geografica degli indennizzi in Toscana sono stati liquidati rimborsi per 27 milioni e mezzo di euro (quasi novemila i risparmiatori interessati), numeri ben lontani da quelli registrati in Veneto (487 milioni di euro, 50 mila risparmiatori coinvolti) o Friuli Venezia Giulia (66 milioni, settemila risparmiatori) ed Emilia Romagna (61 milioni, 16 mila risparmiatori).
Come detto in Toscana la provincia che sta facendo registrare il maggior numero di indennizzi è quella di Arezzo, seguita da Prato (cinque milioni e 230 mila euro, poco meno di duemila risparmiatori interessati) e Firenze (quattro milioni e 800 mila, 1.430 le persone che hanno inviato la richiesta). Ammontano a due milioni e 221 mila euro gli indennizzi fino ad oggi pagati dal Fondo nella vicina provincia di Siena a 711 risparmiatori. Una procedura, quella attivata dal Fir, volta “ad indennizzare i risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e controllate con sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del primo gennaio 2018”, come spiega il sito dello stesso Fondo indennizzo. 

Questa è una delle due procedure che hanno interessato i risparmiatori della ormai fu Banca Etruria. La prima, attivata dal Fondo interbancario di tutela dei depositi e riservata agli obbligazionisti subordinati in possesso di uno dei due requisiti del reddito personale non superiore ai 35 mila euro o del patrimonio mobiliare inferiore a centomila, si era conclusa con il pagamento di 181 milioni di euro, in risposta a 15.443 richieste inviate dagli ex bondisti subordinati oltre che di Etruria anche di Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, per un indennizzo forfettario che era previsto fino ad un massimo dell’80% del titolo azzerato. Legata a questa procedura c’è stata una seconda fase, sempre affidata al Fitd, che ha previsto il pagamento della integrazione di un altro 15% e che si è conclusa con il pagamento di 28 milioni di euro: 15.225 le richieste, il 40% delle quali giunte da ex obbligazionisti di Banca Etruria.