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Arezzo, caldo e siccità è già allarme incendi

Francesca Muzzi
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“Da marzo a oggi siamo intervenuti su 14 incendi boschivi. Per il nostro territorio è già un dato allarmante”. Gianluca Rossi, è il responsabile antincendi della Racchetta, l’associazione di volontariato attiva nel settore antincendi boschivi e protezione civile. “Rispetto allo scorso anno - dice - abbiamo già più che raddoppiato il numero di interventi. L’anno scorso più o meno nello stesso periodo abbiamo spento 4-5 incendi”. Quest’anno invece, complice anche l’arrivo anticipato del gran caldo e della siccità, gli incendi boschivi sono stati più numerosi: “Quattordici in totale - continua Rossi - La maggior parte li abbiamo avuti nel comune di Arezzo, il resto nei comuni limitrofi”. Ma c’è anche un altro dato che si riferisce alle temperature di questi mesi. “L’anno scorso i primi incendi abbiamo cominciato a spegnerli verso la fine di aprile, inizio maggio. Quest’anno siamo partiti già dalla metà di marzo”. Si tratta comunque di incendi “spesso colposi e non dolosi come si pensa. In un caso, a Caprese Michelangelo, addirittura dovuto ad un fulmine caduto”. Resta comunque il fatto del gran numero di focolai che si sono sviluppati in questo periodo: “Sinceramente non ne avevamo avuti di così tanti”, sottolinea ancora Rossi. E le raccomandazioni sono sempre le stesse: “Se non possiamo prevenire le ondate di calore, dobbiamo metterci in testa di seguire semplici regole per evitare che un fuoco controllato per bruciare residui vegetali si trasformi in un incendio incontrollato, mettendo a rischio anche la vita delle stesse persone e dei lori beni. Quello che dunque possiamo fare è prestare la massima attenzione, anche perché andiamo incontro all’estate che stando alle previsioni dovrebbe essere oltre che calda anche abbastanza arida”. Le regole per evitare che semplici fuochi d’abbruciamento possano sfuggire di mano sono tutte dettate dalla Regione Toscana: “Semplici, come quella di non fare abbruciamenti quando c’è vento o di scegliere un luogo consono e sicuro per farli. Un po’ di cautela per salvare il nostro ambiente e spesso anche noi stessi”