Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, terrorismo: magrebino indagato per vicinanza a Isis, sequestrato materiale informatico

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Un magrebino di 38 anni residente in città è indagato in seguito a “plurime connessioni” al sito internet dell’Isis. Gli viene accostata la pesantissima ipotesi di reato che punisce le “associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico”.

Gli inquirenti che sono risaliti al 38enne gli hanno sequestrato materiale informatico che ora deve essere vagliato e selezionato per gli usi giudiziari. Operazioni tecniche da compiere entro giugno: lo ha disposto la Procura distrettuale di Roma che segue il caso e che ha affidato questa attività di accertamenti tecnici non ripetibili al Ros dei Carabinieri, sezione anticrimine di Firenze. La perquisizione a carico del magrebino è dello scorso 17 marzo ma solo adesso se ne ha notizia. Nell’udienza successiva al sequestro, lo straniero si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Risulta residente ad Arezzo da molti anni.

Nelle carte preliminari del procedimento penale avviato contro il 38enne si ipotizza che l’uomo “promuoveva l’organizzazione terroristica Isis” insieme ad “altri soggetti ignoti”. Il territorio nel quale si sarebbe esplicata questa propaganda è di natura digitale, il cosiddetto dark web, raggiungibile con l’utilizzo di specifici software. Così facendo, il magrebino - sempre nell’ipotesi accusatoria - avrebbe interagito con “il sito di sponsorizzazione della stessa organizzazione terroristica che si propone il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico”.

Le condotte contestate all’uomo vanno da inizio 2020 all’ottobre del 2021 ed erano volte, sempre a quanto ipotizzato dagli inquirenti a “scaricare, caricare e scambiare materiale multimediale”. Video, foto e documenti a favore del “cosiddetto Stato Islamico”. Alla procura di Roma - che sta indagando su 29 posizioni in tutta Italia - occorre estrarre copia conforme all’originale dai dispositivi sequestrati e dalle loro memorie, per selezionare le parti ritenute di interesse in riferimento al procedimento.

Nello specifico, nel mirino dei magistrati ci sono “esaltazione”, “supporto” e “rapporti con radicalizzati” ispirati dall’ideologia al jihad (la guerra santa). Tutto da accertare e dimostrare. Gli approfondimenti devono passare da questa fase tecnica di acquisizione dei contenuti. Il magrebino indagato risulta tuttora residente ad Arezzo, senza restrizioni. Finora ha preferito non rispondere, come suo diritto, riservandosi più avanti le proprie mosse difensive. Intanto, insieme al legale, può nominare un consulente tecnico che accompagni il lavoro di acquisizione dei dati, affiancando i suoi legali. Se reali connessioni con minacce terroristiche, ancora presto per sostenerlo.