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Arezzo, Fiera Antiquaria con asta collaterale: ecco gli oggetti d'arte che vengono battuti

Alessandro Bindi
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Asta di antiquariato impreziosisce il weekend di Fiera. Interessante collaterale all’edizione di giugno grazie alla Casa d’Aste Guidoriccio. Domani nei locali del Circolo artistico in Corso Italia alle ore 16,30 saranno battuti oggetti d’arte. Un evento nell’evento pensato per rendere ancor più attraente la tappa ad Arezzo in occasione del compleanno della Fiera Antiquaria. All’incanto una selezione di dipinti antichi ed incisioni dall’importante valore storico artistico, insieme a pregiati arredi, sculture e porcellane. Riparte quindi l’esperienza di battere opere di valore provenienti da palazzi nobiliari e collezioni private.

 

 

Rialzo dopo rialzo saranno aggiudicati oggetti di valore attraverso la singolare ed affascinante metodologia di acquisto coordinata dal battitore. Per adesso l’evento è un unicum ma non si esclude che possa ripetersi nelle prossime edizioni di Fiera Antiquaria, finendo per diventare un appuntamento fisso o comunque da ripetere con una cadenza regolare. Tra i vari lotti spicca la testa scolpita in marmo di Proserpina del XVIII secolo; l’opera si rifà al gruppo scultoreo "Il Ratto di Proserpina" eseguito da Gian Lorenzo Bernini tra il 1621 e il 1622, conservato a Roma presso la Galleria Borghese.

 

 

 

All’incanto anche un ritratto del Re Luigi XIV dell'inizio del XVIII secolo, ascrivibile ad un pittore francese della cerchia di Hyacinthe Rigaud. Susciterà sicuramente interesse il bozzetto raffigurante un monaco in preghiera attribuito ad Alessandro Magnasco detto il Lissandrino. È infatti presumibile che l’opera possa essere il bozzetto preparatorio del dipinto conservato presso il Rijksmuseum ad Amsterdam raffigurante dei monaci camaldolesi in preghiera in un eremo.
All’incanto finirà anche un vaso ad anfora della manifattura di Jafet Torelli, importante ceramista e scultore fiorentino che divenne uno dei maestri decoratori della Manifattura Ginori dove rimase fino al 1873, anno in cui fondò la propria azienda. Dipinti, specchiere, acquaforte, sculture settecentesche ce n’è per tutti i gusti risvegliando il piacere di aggiudicarsi oggetti di grande valore artistico. E ad incantare sarà anche una scultura settecentesca raffigurante Gesù Bambino in cera d’api policroma, in ottimo stato di conservazione e custodita entro un'antica teca in legno. Il volto del bambino è modellato grazie alla duttilità della cera d'api, con particolari dipinti a mano e stoffe databili al XVIII secolo. Un’autentica rarità se si considera la fragilità delle antiche sculture realizzate in cera. L’asta antiquaria rappresenta quindi un motivo in più per raggiungere Arezzo nel weekend di antiquariato da parte di appassionati del settore.